L’angolo di…Luciano Palmieri




Si torna a dar voce ai campani che amano la Lazio, questa volta è il turno di Luciano che ci parla della sua lazialità e come la vive in…terra straniera.

“Mi chiamo Luciano Palmieri, ho 27 anni e vivo nel cuore pulsante del centro di Napoli.
luciano_sslEssendo un marittimo non sono spesso a casa, ma ciò non pregiudica la mia passione ed il mio amore per la prima squadra della capitale, anzi, ho portato i colori biancocelesti anche oltre oceano, scattando foto con i nostri bellissimi colori.

Ricordo benissimo il momento in cui ho iniziato a tifare Lazio e resterà impresso per sempre nel cuore: correva l’anno 1998 e, per quanto in famiglia siano tutti pazzi per il Napoli, a me proprio non riusciva ad emozionarmi, non credo fosse un problema di giocatori o stadio, ma più una cosa di pelle;  nonostante la tenera età,  iniziai a vedere qualche partita della Lazio e da allora nacque la mia LAZIALITA’, mi innamorai subito di quel bellissimo simbolo, emblema di potenza, vittoria e prosperità. Pian piano iniziai ad affezionarmi a tutti i giocatori ma soprattutto mi innamorai di quello che considero il mio idolo, Christian Vieri ed infatti, il suo gol di testa con tanto di esultanza sotto i nostri tifosi in Lazio – Maiorca resterà indelebile nella mia mente.

Scrivo queste righe proprio a poche ore dalla tanto attesa sfida contro il Napoli. Per noi laziali residenti in Campania, in modo particolare a Napoli, non è una partita come le altre: ogni giorno dobbiamo convivere, combattere e difendere la nostra fede contro il tifoso napoletano e posso dire di riuscirci alla grande, soprattutto in famiglia dove nascono le luciano_ssldiscussioni più accese e vari tipi di sfottò. Molti considerano questa gara come un “derby”, io in primis sento molto di più la partita con il Napoli che quella con la seconda squadra della Capitale.
Quando mi è possibile vado a sostenere i ragazzi allo Stadio Olimpico o, se sono a casa, ne approfitto della partita al San Paolo…ed è proprio una partita in “trasferta” che ricordo con più dispiacere: i biancocelesti persero 4 a 3…anche se poi, qualche anno fa, ci siamo ripresi la rivincita con un bel 2-4.
Mentre la partita più bella vista a Roma è sicuramente il 4 a 2 nel derby del 2009, con un super Zarate. Penso che l’atmosfera del nostro stadio, i suoi colori, le sue voci sia una delle cose più belle al mondo…e tifare la squadra del proprio cuore, penso sia una di quelle cose che ti rende orgoglioso. Se poi lo si fa da un’altra città, tutto è moltiplicato per mille.
luciano_sslAd oggi condivido questa passione con tanti altri ragazzi laziali residenti in , infatti è proprio grazie alla Lazio che ho conosciuto persone fantastiche e insieme riusciamo a condividere dei momenti stupendi sia in curva che a casa quando ci riuniamo sostenerla insieme.

 

Se dovessi pensare alla formazione perfetta, non posso che citare:
Peruzzi, Negro, Nesta, Couto, Radu, Fiore, Ledesma, Veron, Rocchi, Salas, Vieri.
All. Delio Rossi.”

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.