L’angolo di…Kevin Gemma


Dopo una pausa, riecco la rubrica dove i protagonisti siete voi: novità anche per il redattore in quanto, a scrivervi, è Antonio Sarnataro.
Bando alle ciance e presentiamo subito il protagonista di questo numero: Kevin Gemma.

 

Innanzitutto, chi è Kevin Gemma?
Sono nato il 25/01/1995 a Napoli, sono uno studente del terzo anno di scienze motorie, gioco a calcio da quando avevo 4 anni e mezzo e sono riuscito a debuttare in Eccellenza, ora gioco in terza categoria a Quarto. E soprattutto, TIFO LAZIO!kevin gemma

Come è nata la tua Lazialità e perchè?
Tifo Lazio perchè mio padre è di Roma e tutta la mia famiglia è laziale. Anche se lui non mi ha mai costretto ad esserlo; a 4-5 anni, quando ho iniziato a giocare a calcio, la Lazio era una gran bella squadra (infatti vincemmo lo scudetto nel 2000) e mi piacevano i suoi calciatori: i miei idoli erano Salas e Veron. Il mio primo regalo fu di mio zio, un pallone biancoceleste che ancora oggi conservo.

Quante volte sei stato all’Olimpico e una partita che avresti voluto vedere dal vivo?
All’Olimpico ci sarò stato 15-20 volte in totale. La prima volta fu nel 2000-01, un Lazio-Bologna che vincemmo 2-0 con gol di Nedved e Crespo. La mia unica volta in Tribuna Montemario. L’ultima è stata Lazio-Bayer Leverkusen.
Una partita che mi manca vedere allo stadio è un derby…magari a quello di ritorno di quest’anno ci andrò, ma anche il giorno che festeggiammo lo scudetto…

Vivendo a Napoli, la tua lazialità è stata mai un disagio con i tuoi concittadini?
Si un po’ sì quando mi chiedono quale squadra tifo fanno battute tipo ”Comm faj a tifà Lazio?!”. Quando ero piccolo, a scuola, ero sempre l’unico nelle classi a tifare Lazio, magari mi trascinavo qualche compagno con me…ma poi crescendo “si sono persi”. C’è chi la prende bene, alcuni dicono che hanno gli stessi colori del Napoli, poi sapendo che mio padre è di Roma capiscono.
Alla fine sì, un po’ di disagio c’è perché ne siamo pochi di laziali a Napoli, ma mai mi sono sentito obbligato a tifare Napoli e, anzi, è una soddisfazione doppia andare al San Paolo in mezzo i napoletani e vincere, come l’anno scorso: ero allo stadio per la semifinale di ritorno della Coppa Italia.

Qual è la Lazio a cui sei più legato e perchè?
Quella dello scudetto sicuramente, però ero troppo piccolo anche se ci ha dato lo scudetto e chissà quando ricapiterà. Poi quella di Delio Rossi nel 2007, ero allo stadio per il preliminare di Champions. E anche quella dell’anno scorso per il gruppo che si era formato e per il calcio che giocavamo.

A proposito della Lazio dell’anno scorso, cosa ne pensi di quello altalenante di quest’anno?
Penso che i problemi sono iniziati in estate quando bisognava prendere prima un difensore per i preliminari di Champions e poi i giovani che abbiamo preso che comunque sono ottimi acquisti. Poi vedo che non c’è più l’unione del gruppo come l’anno scorso, ognuno pensa ai fatti suoi. Ogni volta che possiamo fare il salto di qualità…lo saltiamo. Dipendiamo troppo da Biglia e De Vrij e fuori casa non ingraniamo. Ora vediamo come andrà domenica il derby…

La partita a cui sei più legato e quella che vorresti rigiocare?
Il derby di Coppa Italia vinto con Lulic anche se più per il significato che per la partita.
Vorrei rigiocare sia il ritorno con il Leverkusen con tutta la rosa al completo sia il derby di ritorno dell’anno scorso.

La tua top 11 di sempre?
Marchegiani;
Lichtsteiner, Mijhalovic, Nesta, Kolarov;
Veron, Simeone, Hernanes, Felipe Anderson;
Salas,Crespo.
Anche se così lascio fuori gente tipo Nedved, Stam, Stankovic, è difficile…

 

Se vuoi essere il protagonista della prossima intervista e raccontarci come è nata la tua Lazialità, cosa aspetti a contattarci?

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!