L’angolo di…Giuseppe Spagnuolo





Questa settimana tocca al napoletano Giuseppe parlare della sua lazialità, vediamo cosa ha da raccontarci…

“Sono Giuseppe Spagnuolo, ho 26 anni e vivo ad Ercolano dove gestisco anche due lavanderie. Posso definirmi Laziale dalla nascita: la passione è nata nel 1998 a soli 8 anni; collezionavo le figurine dei calciatori Panini, ricordo ancora la copertina di quell’anno con Del Piero, Ronaldo, Batistuta, Shevchenko ed il nostro Bobo Vieri. spagnuolo_immobile
In quegli anni non sempre potevo vedere le partite della Lazio, allora mi recavo nel bar di mio padre sintonizzando la TV al digitale Tele+, e quando non avevo la possibilità, mi faceva compagnia la radiolina ed ascoltavo le varie partite. Questa passione l’ho tramandata a mio fratello piccolo, anche lui è diventato un tifoso sfegatato. Ho anche un tatuaggio dedicato alla mia Lazio, così resterà inciso sulla pelle, oltre che sul mio cuore, questa grande passione.

Ho molti bei ricordi legati alla Lazio, quello che mi ha emozionato di più è stato il secondo scudetto vinto: 9 punti sotto la Juventus con ancora 9 gare da disputare ed ecco che arrivarono 8 vittorie ed 1 pareggio e siamo riusciti a scavalcarla, cosa che ci era successa l’anno precedente con il Milan, un’emozione unica…la partita tra Juventus e Perugia sembrava interminabile, dopo tanta, tanta sofferenza, uscirono lacrime di gioia sul mio viso. Ovviamente anche il 26 maggio è una data importantissima, vincere una finale di Coppa Italia contro la Roma è il massimo…anche in quella circostanza ho pianto come un bambino; la qualificazione per i preliminari di Champions, ottenuta nel ultima partita di campionato contro il Napoli, è stata la partita più lunga della mia vita: quando si stava capovolgendo la situazione ho temuto il peggio. Per festeggiare quella spettacolare vittoria sono uscito in mutande con sciarpa e bandiera della Lazio, urlando a più non posso, postando anche il video censurato dopo le innumerevoli segnalazioni dei napoletani su Facebook.
Una partita che rigiocherei di nuovo è la finale di Coppa Italia, nel 2015, contro la Juventus: partita perfetta della Lazio, grandissimo goal di Radu ma poi siamo stati penalizzati da un episodio col goal di Matri, quanta amarezza quella sera.

Pensavo di essere solo a tifare Lazio qui a Napoli, poi qualche anno fa ho scoperto e ho conosciuto persone meravigliose che nutrono lo stesso amore per la mia squadra e ci organizziamo per vedere le partite della Lazio, allo stadio e non, per sostenere, soffrire e tifare tutti insieme.

E’ difficile stilare la mia TOP 11, ma ci provo:
Peruzzi – Oddo Nesta Stam Kolarov – Nedved Biglia Veron – Salas Vieri Signori. ”

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.