L’angolo di…Bruno Bencivenga




Torna l’appuntamento con “l’Angolo del Tifoso” dove i protagonisti siete voi tifosi laziali. Questa settimana nostro ospite sarà Bruno Bencivenga, ragazzo ventenne con ovviamente i colori biancocelesti nel cuore. Andiamo a conoscerlo. Laziali bella gente…

bruno bencivenga

“Ciao a tutti sono Bruno Bencivenga, ho 20 anni e vengo dal centro di Napoli. Sono uno studente, faccio l’Università Sapienza di Roma e lavoro in estate. Ho due sorelle. Naturalmente sono laziale. La mia lazialità quando e come nasce? Essendo del ’96, non ho vissuto a pieno l’epoca dello scudetto, ma seguivo un po’ e qualcosa già capivo. Ma racconto un aneddoto: nasce tutto dalle mie sorelle che avevano in stanza i poster di Nesta e Corradi e io vedendo questi colori e i loro poster m’innamorai della Lazio e di questi colori, avevo circa 6 anni, era nel 2002. Prima seguivo solo i motori, poi il calcio è diventato la mia seconda pelle con i colori della Lazio, naturalmente. Mio padre, la prima maglia che mi regalò, fu quella del grandissimo Sinisa Mihajlovic. Mi ricordo benissimo, che ero ancora piccolo, un Lazio-Roma 3-0 con quel gol di Ledesma. Ricordi indelebili.

La Lazio di questa stagione non vorrei parlarne, c’è rammarico, ormai è passata anche la rabbia. Solo la voglia e la passione non passeranno mai. L’errore sta a monte, quando non abbiamo passato i preliminari di Champions League con il Leverkusen. Le colpe non le dò tutte a Pioli, ma dico che non mi ha mai affascinato. La maggior parte delle colpe sono sue. Nemmeno la stagione scorsa quando con una grande squadra, stavamo perdendo anche il terzo posto a favore del Napoli. Dopo aver vinto 1-0 in casa con una partita strepitosa con il Leverkusen, non dovevamo fare quella partita in Germania. Ha sbagliato Pioli ad interpretarla, le scelte dei calciatori tipo Mauricio, ha sbagliato tutto. Fino a novembre tutto male, poi era difficile riprenderci. Ovviamente oltre a Pioli, le maggiori colpe le do alla nostra gestione. Critico il nostro Presidente che non è stato in grado di comprare nessuno in difesa. Ma anche sulle fasce. Non vanno bene. Poi a centrocampo ci voleva un sostituto di Biglia. Quindi la colpa per me è da dividere tra Lotito e Pioli. L’anno scorso ci fu anche fortuna. Come ripartire? Bella domanda, ci vogliono acquisti. A centrocampo un sostituto di Biglia. Gli esterni in attacco vanno bene, anche a Morrison gli darei una chance. E ovviamente ci vuole una prima punta come si deve. Quindi ricapitolando un centrocampista, un attaccante e rifare tutta la difesa, in primis. Inzaghi mi è piaciuto come primo approccio, ma bisogna vedere come andrà. Il sogno Europa League arrivati a questo punto è molto difficile, anche se uno ci spera sempre.

Non ho mai fatto una “pazzia” per la Lazio, perchè ci vuole passione ma mai fare cose “pazze”. Sono contrario, è sempre un gioco. Anche se posso raccontare nel derby dell’anno scorso, quello finito 2-2, sul gol dello 0-2 mi stavo per affogare. Non mi ricordo come ma non riuscivo più a parlare, l’urlo fu strozzato in gola. La partita più bella della mia vita? A livello di emozioni, Lazio-Sampdoria finale di Coppa Italia del 2009, vinta ai rigori. Ovviamente anche alcuni derby vinto tipo il 2-1 al 93′ di Klose o quello del 26 maggio, ma la più bella dico quella con la Samp. A livello di spettacolo in negativo invece cito quella con il Napoli al San Paolo persa per 4-3.

La mia top 11 della Lazio: 4-3-3: Marchegiani; Lichtsteiner, Nesta, De Vrij, Mihajlovic; Nedved, Simeone, Stankovic; Mancini, Salas, Candreva”.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!