L’angolo di…Antonio Di Roberto




Ritorna l’appuntamento con “l’Angolo del Laziale” dove i protagonisti siete voi. Questa settimana nostro ospite sarà Antonio Di Roberto, un ragazzo la cui vita ha tappe fondamentali in varie città d’Italia, da Nord a Sud. Nato a Latina, residente sin da piccolo a Napoli ora vive a Torino per lavoro, ma il suo amore calcistico, naturalmente, è a Roma. Andiamo a conoscerlo…
antonio di roberto

“Mi chiamo Antonio sono nato a Latina ma vissuto e cresciuto nella bella Napoli in particolare a Quarto, sono laureato in Ingegneria e attualmente vivo a Torino, dove lavoro in Avio Aero. Vicino casa, ho conosciuto altri amici laziali, con i quali abbiamo condiviso tante trasferte e partite della nostra amata Lazio, dai tempi di Cragnotti a quelli ben meno gloriosi di Lotito. Sono laziale perchè i miei cugini lo erano e per il fatto che nella Lazio giocava uno dei miei giocatori preferiti in assoluto: Giuseppe Signori. Queste due cose mi hanno fatto appassionare e fatto innamorare del mondo Lazio, facendomi assaporare colori e storia della più antica società della capitale e una delle più antiche d’Italia.

Quest’anno purtroppo le cose sono andate male per vari motivi, in primis la società che persevera negli stessi errori, non riuscendo mai a far tesoro delle esperienze negative passate; ogni volta che dobbiamo fare il salto di qualità la società si perde, ad inizio anno mancava un terzino sinistro e un attaccante centrale di spessore, e invece ci siamo presentati all’impegno più importante degli ultimi anni, contro un non impossibile Leverkusen, con Keita nell’inedito ruolo di centravanti. Abbiamo perso una grande opportunità, sia di visibilità sia di marketing, quindi di conseguenza di profitti che si tramuteranno in mancati acquisti nei prossimi anni. Capitolo Pioli: l’anno scorso tanto bravo ad esaltare e far crescere talenti in erba come Anderson, De Vriji, Cataldi e Keita,ha fatto crescere Biglia fino a farlo diventare uno dei migliori nel ruolo in Italia; quest’anno purtroppo ha cominciato male finendo peggio, sbagliando tutto quello che era possibile sbagliare, dalla fascia di capitano ingiustamente data a Biglia invece che a Candreva, al non richiedere rinforzi seri alla società per questa stagione per finire con scelte di formazioni piuttosto discutibili.I tifosi che per me sono assolutamente da elogiare per le loro spettacolari coreografie, per la compattezza e la coerenza che hanno sempre dimostrato, purtroppo siccome quest’anno sono giustamente in protesta per l’assurda decisione di mettere delle barriere in curva hanno dato il colpo di grazia alla nostra stagione lasciando praticamente la squadra senza il dodicesimo uomo in casa. La squadra per me nei singoli non è male, certo andrebbe acquistato un centrale difensivo di spessore, un terzino sinistro e cosa più importante un attaccante, perché raggiungere obiettivi importanti con Matri, Klose alla soglia dei 38 anni e Djorjevic è veramente utopia.

La partita più bella che ricordo è Chelsea-Lazio 1-2 con gol di Siniša Mihajlović e Simone Inzaghi, eravamo in svantaggio di un gol nel primo tempo, ricordo che siamo rientrati dagli spogliatoi 2 minuti prima degli inglesi con una faccia e un temperamento da leoni e siamo riusciti a ribaltare una partita difficilissima contro un avversario tostissimo che vantava grandi giocatori come Zola. La partita che rigiocherei perché andata malissimo fu Valencia-Lazio, con una Lazio orfana di Nesta perché squalificato, secondo me nettamente più forte della squadra spagnola, ma capace di subire tantissimo i tifosi avversari e la bolgia del Mestalla.

Di cose pazze ne ho fatte come andare a vedere Napoli-Lazio in curva B con la sciarpa della Lazio, la cosa che ricordo con più piacere è quando in un Lazio-Fiorentina nel 2005 1-1 gol di Maresca e pareggio del buon Siviglia, eravamo seduti in tribuna Monte Mario, riuscimmo ad entrare qualche minuto prima della partita in mezzo al campo e prendere un pezzo dell’erba dell’Olimpico, farci un giro e scattato qualche foto in panchina.

La mia top 11 della Lazio è questa: Peruzzi – Stam, Nesta, Mihajlović – Veron, Nedved, Almeyda, Gascoigne – Signori, Crespo, Klose”

Se vuoi essere il protagonista della prossima intervista e raccontarci come è nata la tua Lazialità, cosa aspetti a contattarci?

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!