La settimana di Mauri e Keita. Tra Champions e campionato per cominciare bene la stagione


Il mercato non è mai stato un argomento trattato da questa rubrica, ma stavolta sarò costretto a parlarne almeno marginalmente, perché il fatto che l’eroe dell’andata del playoff di Champions contro il Bayer Leverkusen sia stato proprio lo scontento dato per partente, fa riflettere non poco.

Come avrete capito, mi riferisco a Keita Balde Diao, attaccante dalle grandi potenzialità che secondo Pioli può ricoprire bene il ruolo di prima punta atipica (come alternativa a Klose e Djordjevic), ma che in realtà vorrebbe giocare più spesso e da esterno offensivo.

Da qui e dalle fantomatiche lacrime di Supercoppa (si dice che il ragazzo abbia mal digerito il non essere stato considerato nemmeno al momento delle sostituzioni) nasce il caso attorno all’ispano-senegalese: il procuratore (in scadenza di mandato e quindi, forse, ingolosito dall’ultima possibilità di racimolare commissioni tramite un trasferimento del suo assistito) si dice disposto a valutare alternative (vedi Inter e il sogno Premier), ma anche a percorrere la strada della permanenza.
Insomma, niente di fatto (e niente di chiaro). A meno che non arrivi un’altra punta. In tal caso, aggiungendo il ritorno di Mauri, potrebbe esserci davvero bisogno di un’uscita dal parco attaccanti e il giovane ex canterano potrebbe essere l’indiziato numero uno.

Eh già, perché c’è da celebrare (?) anche il ritorno di chi ha indossato la fascia di capitano fino all’ultima giornata dello scorso campionato (ma che probabilmente lascerà l’onere al nuovo condottiero eletto dallo spogliatoio, Lucas Biglia): qui le visioni sono molteplici, ma è chiaro che il tutto si riduce a due fronti, uno avverso ed uno entusiasta.
Perché sebbene Mauri sia un giocatore importante, l’età dice che potrebbe incorrere in qualche acciacco di troppo (ma va sicuramente apprezzato per essersi dimezzato lo stipendio), mentre, dall’altra parte, il popolo laziale (Pioli compreso) sa benissimo quanto possa pesare l’apporto sia in campo che nello spogliatoio di un giocatore unico nel suo genere nella rosa della Lazio, che è sempre stato in grado di spostare gli equilibri e che lo scorso anno ha ritoccato verso l’alto il suo record di gol in Serie A.

Tornando al calcio giocato, comunque, resta sicuramente da festeggiare il buon risultato nella gara d’andata con i tedeschi: l’1-0 è un risultato beffardo per chi lo subisce (soprattutto in trasferta), dunque può significare un buon vantaggio in vista del difficile ritorno a Leverkusen, ma di certo non si può credere di aver chiuso già il discorso in favore dei biancocelesti.
D’altra parte, sebbene lo spirito della squadra sia tornato più simile a quello della scorsa stagione (rispetto alla prova incolore in Supercoppa), qualche imprecisione da non ripetere in Germania s’è vista, però, data la forza e la pericolosità dell’avversario (dimostrata ampiamente nel corso dei 90’) il minimo vantaggio non può non essere motivo d’orgoglio per la banda Pioli.

Infine, il punto su infortunati e campionato: impossibile non notare la sfortuna di Marchetti (ennesima frattura alle costole) e Klose (stiramento) che terranno “testa e coda” della formazione laziale fuori dai giochi anche per il ritorno del playoff (e probabilmente fino a dopo la sosta di settembre), così come preoccupano non poco le condizioni di Djordjevic (si profila la partenza da titolare tanta agognata per Keita); intanto, sabato all’Olimpico arriverà il Bologna, quasi una distrazione in mezzo alle due sfide da Champions con il Leverkusen, ma cominciare bene in campionato può dare una spinta ulteriore verso la conquista dell’Europa che conta.

Dona Online

Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.