La Lazio reagisce e resiste: 0-0 nel derby in 10!




Lazio-Roma 0-0

La Lazio reagisce dopo l’uscita nefasta dall’Europa League e pareggia nel derby contro la Roma. Uno 0-0 che forse sta pure stretto ai biancocelesti per quanto visto in campo, ma che alla fine può dirsi giusto. Continua la caccia ai posti Champions: 61 punti in classifica insieme proprio ai giallorossi al terzo posto, +1 sull’Inter. Un punto portato a casa nonostante gli ultimi 10′ più recupero siano stati giocati in inferiorità numerica, per un’ingenuità di Radu che si fa cacciare per un fallo su Under. Ma la Lazio è sempre stata dentro la partita, non subendo la stanchezza della partita di giovedì, meritando anche qualcosa in più del punto poi preso. Ciò non cancella la debacle di Europa League, una macchia che rimarrà indelebile, come detto da Inzaghi, ma di sicuro la prestazione di questa sera è un ottimo punto da cui ripartire.

Il mister biancoceleste insiste con il 3-5-1-1: c’è Felipe Anderson dietro Immobile, solo panchina per Luis Alberto. Di Francesco conferma il 3-5-2 con cui ha battuto il Barcellona, si mette a specchio con i biancocelesti e lancia dal 1′ Juan Jesus dietro e Schick davanti. La coreografia della Nord è mozzafiato, una scritta 1900 con colori bianco, celesti e blu, con un telo centrale raffigurante un’aquila e lo scudetto biancoceleste. Anche la Sud propone una coreografia, di cui si fa fatica a comprenderne l’identità. Nei primi minuti, e nell’intero primo tempo in generale, è la Lazio a farsi preferire con le maggiori occasioni. Le più importanti capitano sui piedi di Parolo: tiro da appena dentro l’area, dopo un contrasto tra due difensori romanisti, che finisce alto sopra la traversa, mentre la seconda è ancora più clamorosa quando viene lanciato in profondità a tu per tu con Alisson ma cicca clamorosamente la conclusione, non calciando nemmeno in porta. Immobile viene beccato spesso in fuorigioco, ben 8 fischiati nel primo tempo, ed è poco risolutivo. Nel miglior momento laziale ecco arrivare la chance più clamorosa per la Roma: Bruno Peres entra in area e da posizione defilata calcia a botta sicura sul palo che respinge il vantaggio romanista a Strakosha battuto. E’ un attimo in cui i giallorossi sembrano mettere sotto i dirimpettai, ma finisce 0-0 la prima frazione, non priva di qualche nervosismo di troppo, con gioco spezzettato, tanti falli e alcuni gialli.

Il secondo tempo si apre come era finito il primo: meglio la Lazio, ma la partita rimane tattica, nervosa ed equilibrata. Entrano Luis Alberto e Lukaku, i biancocelesti sono più pericolosi e stanno bene in campo. Si fa male Manolas dopo uno scontro con Milinkovic e Di Francesco è costretto ad inserire Florenzi, con l’arretramento di Kolarov nei tre dietro. La Lazio cerca di approfittarne, con un forcing costante e la Roma sembra essere sulle gambe, forse anche stanca dalla partita contro il Barcellona. Ma nel momento di maggior spinta arriva un’ingenuità clamorosa di Radu che, a palla sfilata via, entra su Under e già ammonito prende il secondo giallo che vuol dire rosso. La partita rischia di cambiare e anche le sostituzioni (Bastos per Immobile ed El Shaarawy per Bruno Peres) sembrano andare in questa direzione. La Lazio è schiacciata, ma quando può cerca di andare in contropiede ed è così che nasce una chance clamorosa con Milinkovic che va via sulla sinistra e mette in mezzo per Leiva che fa sponda a Marusic che da due passi calcia fuori di poco, ostacolato da un avversario. E’ l’ultimo squillo laziale, se si esclude un potenziale contropiede all’ultimo minuto di recupero gestito male da Luis Alberto, mentre la Roma comincia a premere con Dzeko protagonista assoluto. Tre palle gol limpide in un minuto: prima svetta di testa e Strakosha ci arriva, poi solo la traversa gli nega il gol dopo un altro colpo di testa e infine un tiro dalla distanza che finisce di pochissimo fuori. Lo 0-0 forse va bene ad entrambe.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!