La Lazio non vince più: fermata anche dal Chievo




Chievo-Lazio 1-1

Figuraccia evitata ma non del tutto al “Bentegodi” di Verona, dove la Lazio pareggia 1-1 (il terzo consecutivo) con il fanalino di coda Chievo, al secondo punto in campionato (in realtà sono 5 al netto della penalizzazione, frutto di 5 pareggi ma la sostanza non cambia). Punto che forse va anche di lusso agli uomini di Inzaghi, visto l’andamento della partita. Se voglia, cuore, lotta su tutte le palle e cattiveria la hanno sempre gli altri, c’è poco di cui discutere: questa Lazio non è né carne né pesce, lontana anni luce da quella della passata stagione (che pure non era tutte rose e fiori…). 24 punti, quarto posto perso a danno del Milan, sembrano gli ultimi problemi adesso. Perché se non si ritrovano le motivazioni e la qualità di alcuni singoli, questa squadra farà fatica a difendere anche un posto europeo per l’anno prossimo. L’1-1 in rimonta di Immobile non risolve poi molto ma almeno nel secondo tempo si è vista un’altra squadra. Non sufficiente però per vincere la gara, e alla fine i calciatori sono stati respinti dai tifosi sotto il settore ospiti, con cori di disapprovazione ed esortazione a tirare fuori gli attributi.

Di Carlo si affida al 4-3-1-2 con gli stessi interpreti con cui ha pareggiato a Napoli nella sua prima partita sulla panchina clivense. Out Cacciatore, Stepinski e il rientrante Giaccherini. Inzaghi si affida al solito modulo, rilanciando Correa dal 1′ con Luis Alberto infortunato. C’è anche Marusic. Dai primi minuti si vede subito che partita sarà: non bella, fisica, con il Chievo a dettare i tempi di gioco. Sono i clivensi a crederci di più e arrivare su tutti i palloni. Non il massimo per chi ha ambizioni Champions. Dopo alcuni avvertimenti, alla prima vera occasione Birsa smarca Pellissier tutto solo davanti a Strakosha e non sbaglia. Lo svantaggio risveglia i biancocelesti che tentano una reazione confusa ma istintiva. Un colpo di testa di Correa finisce di poco alto, poi è Parolo ad andare al tiro con la palla che finisce alta forse deviata da Sorrentino. Ma negli spogliatoi si va sull’1-0.

Il secondo tempo si apre con Caicedo e non Radu e il passaggio al 4-3-1-2. Chiaro l’intento di Inzaghi che vuole ribaltare al più presto la partita. La Lazio inizia a chiudere i clivensi nella propria metà campo, anche perché questi ultimi sono stanchi, con il braccino corto. La svolta si ha con l’ingresso di Patric per un impalpabile Marusic. Iniziano a piovere occasioni: Sorrentino è super su Immobile, Badelj calcia fuori da buona posizione, imitato poco dopo dal bomber. La Lazio è padrona del campo ma sbaglia nel provare i cross dalle fasce, essendo gli avversari tutti alti e forti fisicamente. Meglio andare per vie centrali. Al 66′ ecco, finalmente, il pari proprio su un duetto Correa-Immobile, con gol di quest’ultimo. La Lazio però non può accontentarsi e spinge per trovare la rete del sorpasso. Al 75′ è sfortunato Ciro, che vede il suo tiro da posizione defilata schiantarsi sul palo! Poi è Badelj a tirare dalla distanza, lasciato colpevolmente solo dalla difese veronese, ma il tiro finisce fuori di poco, sorte peggiore per una conclusione di Correa poco dopo, altissima. Negli ultimi minuti è il Chievo ad avere due grandi chance. Prima con l’ex Djordjevic, entrato nella ripresa, che non serve un compagno in situazione di 2 contro 1. Poi è miracoloso Patric a salvare sulla linea un tiro sporco di Pellissier. È piaciuto lo spirito della ripresa, ma sicuramente il risultato non può piacere.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!