Inzaghi buona la prima. Asfaltato il Palermo al Barbera



palermo-lazio 0-3

Buona la prima per Simone Inzaghi. Il neo-allenatore biancoceleste batte, al suo debutto in panchina in assoluto, il Palermo al Barbera per 0-3. Una prestazione scintillante dei biancocelesti, imbarazzante per gli uomini di Novellino, che lascia molti quesiti, sensazioni e fa scorgere una fioca luce in fondo al tunnel.

Già, perchè non si era mai vista una Lazio così autorevole e sicura di sè quest’anno, manco nelle vittorie di Milano con l’Inter o a Firenze. Colpa del disastroso momento palermitano? Forse sì, tanto è vero che mai si era vista una squadra così sottotono e presa a pallonate dalla Lazio quest’anno. Una squadra che non pressava, che in pratica ha lasciato campo ai proprio rivali dal 1′ al 90′, suicidandosi sportivamente parlando. Ma dall’altro lato ci sono tutti i meriti della Lazio: finalmente autorevole, convinta del proprio gioco, senza esasperazioni in campo. Che il ritiro e il nuovo allenatore abbiano rigenerato la truppa biancoceleste? Probabile. Alla fine possesso palla e occasioni parlano chiaro: una dozzina di palle gol nitide per i capitolini, a cui il 3-0 finale sta anche stretto. I più maligni penseranno che questa è stata la risposta del gruppo a Pioli, che ormai non veniva più seguito dai più, sta di fatto che la sensazione è che con l’ex tecnico questa partita si sarebbe vinta ma non in questo modo così schiacciante. Anche perchè abbiamo parlato di una Lazio stratosferica e di un Palermo piccolo piccolo e, crediamo, la verità stia nel mezzo. Meriti e demeriti delle due squadre.

La partita dunque, che è stata decisa da una doppietta di Klose nei primi 15′ e dal sigillo di Felipe Anderson nel secondo tempo, subentrato a Keità che parte titolare insieme ad Onazi, Patric, Lulic, Gentiletti e lo stesso Klose. Queste le prime scelte di Inzaghi. Il Palermo di Novellino risponde con il 4-4-2 tanto caro al proprio allenatore, con quattro terzini sulle fasce e Quaison in appoggio di Gilardino in avanti con Vazquez squalificato. Manco il tempo di mettersi comodi che la Lazio è già avanti di 2-0 con una doppietta di Klose, una su azione d’angolo, l’altra su spunto di Keità. In mezzo una rete (forse ingiustamente) allenata a Bisevac e occasione per Candreva. Il Palermo non pressa, la Lazio fa quello che vuole e nascono occasioni in serie per i biancocelesti: Candreva, Keità, Klose, Parolo, Onazi tutti sfiorano la rete e solo una serie di imprecisioni o di ultimo passaggio sbagliato cancellano una sicura goleada nel solo primo tempo. I tifosi del Palermo non ci stanno e iniziano ad inveire contro i propri calciatori e a lanciare in campo oggetti, fumogeni e petardi tanto da indurre l’arbitro a sospendere la partita per ben due volte tra primo e secondo tempo, con un petardo che esplode a due passi da Candreva e un difensore palermitano durante un’azione laziale. Nel secondo tempo il Palermo ci prova maggiormente, la Lazio cerca di amministrare e un po’ và in affanno, ma giusto quel che basta per accendere la sfida e per tenere i suoi tifosi in ansia. Poi ci pensa Felipe Anderson, appena entrato, a firmare lo 0-3. Finisce così anche se nel finale le possibilità per il poker sono parecchie.

MARCATORI Klose al 10’ e al 15’, Felipe Anderson al 27’ s.t.
PALERMO (4-4-2): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (dal 7’ s.t. La Gumina), Jajalo, Hiljemark, Lazaar (dal 37’ p.t. Brugman); Quaison (dal 29’ s.t. Trajkovski), Gilardino (Posavec, Alastra, Rispoli, Cionek, Chochev, Balogh, Maresca). All. Novellino
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (dal 31’ s.t. Mauricio); Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose (dal 33’ s.t. Djordjevic), Keita (dal 24’ s.t. Felipe Anderson) (Guerrieri, Matosevic, Djordjevic, F. Anderson, Matri, Milinkovic, Cataldi, Mauricio, Mattia, Murgia, Germoni). All. S. Inzaghi.
ARBITRO: Gervasoni di Mantova
NOTE. Ammoniti: Quaison, Jajalo, Parolo, Gentiletti e Mauricio per gioco scorretto. Paganti 12.508, abbonati 10.023, incasso e quota n.c. Recuperi: p.t. 3’, s.t. 7’.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!