Inter vs Lazio – 25 settembre 2019




Non c’è un attimo di respiro per i biancocelesti, attesi dall’Inter a “San Siro” nel big match del turno infrasettimanale. Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

La Lazio va in casa della capolista, tanto basta per presentare la difficoltà della sfida. L’Inter è passata da Spalletti a Conte, cambiando totalmente pelle sia per uomini che per tempra, comportamento e tecnica. L’ex tecnico della Juventus, come prevedibile, si è presentato alla grande a Milano, ottenendo 4 vittorie su 4, e comanda dall’alto ancora a punteggio pieno. Se i primi tre colpi erano prevedibili (battute Lecce e Udinese in casa, Cagliari in trasferta, nemmeno troppo agevolmente), lo scalpo del Milan nel derby di sabato scorso ha messo una tacca importante tra le vittime nerazzurre, e adesso si parla di scudetto. E’ il modo con cui l’Inter ha battuto i cugini, ad aver impressionato. Li ha letteralmente massacrati in casa loro, per un risultato mai in discussione (0-2), con Donnarumma migliore in campo tra i rossoneri. C’è differenza netta di valore tra le due squadre di Milano e il derby l’ha dimostrato. L’unico passo falso è arrivato in Champions League, il pareggio deludente ottenuto nel finale (1-1) contro lo Slavia Praga. Ma quel risultato ha dato la spinta agli uomini di Conte per la prestazione nel derby. L’ex tecnico Juve ha plasmato la squadra sul 3-5-2, compiendo una vera e propria rivoluzione: Godin, Biraghi, Lazaro, Sensi, Barella, Lukaku, Sanchez. Questi i nomi che Marotta ha regalato al proprio allenatore, un mostro nel cercare il meglio dalle proprie squadre, un uomo solo al comando. Pragmatismo, meticolosità, cura dei particolari: un allenatore non banale. Se non ruba l’occhio porta comunque il risultato a casa, anche nelle giornate meno fortunate riesce in un modo o nell’altro a vincere. Una squadra solida, compatta, che ti colpisce quando pensi di avercela fatta. Ricordate il primo Conte juventino? Quello capace di non perdere mai, pur non giocando un grande calcio, capace di ottenere un pareggio quando proprio non si riusciva a vincere? L’impressione è che questa sua prima Inter sia molto simile a quella Juve. Stiamo parlando di una squadra che ha l’obbligo di ritornare sul podio dopo nove anni, e probabilmente ci riuscirà. Poi con Napoli e Juve sarà una lotta a tre, con il campionato si spera più equilibrato degli ultimi anni, seppur i bianconeri restano due passi avanti a tutte. Di sicuro la Lazio avrà di fronte una sfida molto difficile, di quelle a 5 stelle per livello di difficoltà, il primo vero banco di prova quest’anno, al netto di delusioni e derby con una ridimensionata (almeno a fine agosto) Roma. Non basterà una prestazione normale e forse nemmeno super, ma si può provare. D’altronde nel 2019 a “San Siro” tra coppe e campionato gli uomini di Inzaghi hanno raccolto quasi solo gioie, con 3 vittorie su 4 tra campionato e Coppe, di cui 2 su 2 con i nerazzurri. Replicare quanto successo l’anno scorso sembra un compito arduo, ma nel calcio mai dire mai e sognare non è impossibile. Basterà crederci!

I PRECEDENTI

I precedenti in casa nerazzurra parlano di 42 vittorie casalinghe, 25 pareggi e 10 blitz biancocelesti. E’ quella nerazzurra la sponda preferita di Milano della Lazio. A differenza di quanto avviene con i cugini rossoneri (l’ultimo successo in A addirittura risale al 1989), infatti, negli ultimi anni c’è equilibrio totale, con i padroni di casa vincenti solo due volte negli ultimi sette incroci. Dal 2012-13, infatti, si sono alternati ogni anno un risultato diverso, con ben tre vittorie laziali. 1-3 quell’anno, 1-2 nel 2015-16, 0-1 l’anno scorso con la rete di Milinkovic nella parte iniziale di gara, e un avversario incapace di reagire soprattutto per la mancanza di un vero centravanti in attacco. Nel 2017-18 l’ultimo pareggio (0-0), molto stretto agli uomini di Inzaghi che dominò, soprattutto nella ripresa, ma non riuscì a sfondare con un Felipe Anderson in formato maxi. Del brasiliano, spesso protagonista a San Siro, si ricorda anche la doppietta nell’altro pareggio del 2014-15 (2-2). Mentre le uniche due vittorie casalinghe più recenti sono arrivate nel 2013-14 (4-1) e nel 2016-17 (3-0). Negli ultimi sette precedenti c’è alternanza perfetta di risultati, facendo due conti se questa tradizione dovesse continuare, possiamo procedere con tutti gli scongiuri del caso.

LA STELLA

Nella nuova Inter di Conte ci sono tantissime stelle e calciatori decisivi. Forse la prima è proprio l’allenatore. Poi una serie di campioni a cominciare da Handanovic, Skriniar, Godin, Sensi rivelatosi la sorpresa di questa primissima parte di stagione. E soprattutto Romelu Lukaku, fratello di Jordan della Lazio, bomber di primissimo livello, spaventoso per fisico e numeri. Sarà lui il pericolo numero uno, sempre se sarà in campo (vedi probabili formazioni).

GLI EX

Ci sono quatro ex, con i primi tre ormai da anni a Milano. Il primo è Samir Handanovic, transitato per sei mesi a Roma ad inizio carriera nel 2006, ma senza contare presenze ufficiali. Restando in porta, c’è Tommaso Berni, terzo portiere nerazzurro, ma in passato a lungo terzo portiere anche in biancoceleste dal 2006 al 2011. Poi ci sono quelli più importanti: Antonio Candreva, autentica stella del firmamento biancoceleste dal 2012 al 2016, prima di passare proprio all’Inter, dove però non ha ripetuto quanto fatto con la Lazio. Adesso con Conte, già avuto in Nazionale ai tempi romani, si sta rilanciando. Stefan De Vrij, invece, è stato a Roma dal 2014 al 2018, prima di passare in nerazzurro non senza polemiche e schermaglie varie. Famigerato il suo errore nella sfida decisiva per la Champions il 20 maggio 2018 causando un rigore all’Inter che avviò così la rimonta. Un finale di avventura con la maglia laziale nefasto, per un difensore fondamentale nei suoi anni alla Lazio. Strano e curioso il destino che l’anno scorso l’hanno costretto a saltare tutte e tre le sfide con la sua ex squadra, di cui la prima, quella all’Olimpico, per scelta tecnica di Spalletti che gli volle evitare fischi e insulti, in un delicato clima ambientale.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Davanti ad Handanovic, difesa a tre con Godin, De Vrij e Skriniar, ma D’Ambrosio e Ranocchia scalpitano, e qualcuno dei tre titolarissimi rischia di uscire. Chissà se l’olandese riuscirà a collezionare la sua prima presenza da ex. Sulle fasce e in mezzo sono aperti i ballottaggi: Candreva dovrebbe riprendersi il posto a discapito di Lazaro, sull’out opposto Biraghi insidia Asamoah. Nel mezzo turno di riposo di almeno uno tra Barella, Brozovic e Sensi. Sicuro il rilancio di Vecino. In avanti Lukaku con Politano, ma occhio alle quotazioni di Sanchez, in rialzo. Anche perché il belga soffre di un mal di schiena e non è al meglio. Chissà che Conte non decida di risparmiarlo.
(3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva, Vecino, Brozovic, Sensi, Biraghi; Lukaku, Politano

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!