Inter vs Lazio – 20 dicembre 2015


Ed è arrivata anche l’ultima partita del 2015, proprio contro l’Inter che a maggio lasciò l’amaro in bocca grazie al nostro caro “Profeta”…speriamo almeno di chiudere in bellezza questo anno che ci saluta!
Con l’ultima partita, anche la rubrica “tifosi a confronto” andrà in vacanza, non prima di aver intervistato Simone, un casertano di fede nerazzurra, ed Angelo, un aquilotto napoletano.

Simone, un ragazzo ventenne, perito informatico che, in cerca di un’occupazione fissa, si dà da fare svolgendo vari lavori. Oltre a seguire quasi tutti gli sport, ama molto il calcio e l’ha praticato fino a quando piccoli problemi fisici non l’hanno portato a smettere perché non riusciva a divertirsi e a giocare con la spensieratezza di una volta.
Da qualche anno è iscritto all’ Inter Club Caserta “Marco Materazzi” che considera una seconda famiglia, anzi la sua famiglia interista grazie alla quale sono nate molte amicizie, oltre a condividere la passione e le trasferte per sostenere i nerazzurri. Domenica sarà presente a San Siro per la sfida molto sentita dovuta al bel gemellaggio tra Inter e Lazio.

Angelo, ventinovenne, è il responsabile della vendita dei ricambi in un’officina autorizzata Mercedes – Benz di Napoli, con vari aggiornamenti ha avuto modo di specializzarsi in questo settore, ed oggi é un lavoro che lo appassiona molto.
Oltre ad amare il suo lavoro, ama molto il calcio, la sua passione più grande tanto da praticarlo da quando era bambino: da calcio a 11 è passato a calcio a 5. Durante la sua carriera calcistica ha avuto modo di togliersi molte soddisfazioni e lo fa tuttora con la sua squadra: è passato dalla serie A (con il Napoli) alla C1 solo perché il lavoro non gli permette di dedicarsi totalmente al calcio. Una delle sue più grandi soddisfazioni è stato partecipare allo stage con la Nazionale Italiana Juniores per poi essere scelto per la squadra finale. Ama molto la sua famiglia, in modo particolare i suoi nipotini, uno dei quali sta cominciando a dare i primi calci al pallone, sperando che diventi più forte dello zio e pure laziale! Ama molto la sua fidanzata che è pronta a sostenerlo in caso di sconfitta della Lazio (in questi ultimi mesi è stato coccolato abbastanza!) e adora i tatuaggi, ne ha circa una quarantina ed il prossimo che sta studiando è proprio della sua Lazio.

 

SIMONE SANTACROCEINTER

  1. Un casertano nerazzurro, come è nato l’amore per l’Inter?
    La mia passione per l’Inter è nata in famiglia. Fin da piccolo vedevo mio padre e mio fratello maggiore, anche loro interisti, guardare tutte le partite e ascoltavo entusiasta i loro discorsi calcistici riguardanti soprattutto l’Inter. Crescendo, poi, iniziavo a seguire con più attenzione le partite e a legarmi sempre di più alla squadra, iniziando a gioire e a soffrire per quei colori.
  2. Come vive la rivalità con i tifosi partenopei?simone_inter
    La rivalità con i partenopei, per noi interisti residenti in Campania, è molto forte. Mentre per un milanese c’è solo il “derby della Madonnina” contro i nostri cugini del Milan, per noi campani non è esattamente la stessa cosa, per noi ce ne sono ben due, quello di Milano e quello con i nostri concittadini partenopei.
  3. Molti calciatori come Vieri, Crespo, Almeyda, Veron, Mihajlovic, Stankovic, Zarate, Rocchi, Hernanes sono passati dalla Lazio all’Inter: quale giocatori ricorda con molto piacere e perché?
    Stiamo parlando, senza dubbio, di tutti grandi calciatori che entrambe le società hanno avuto l’onore di avere in rosa. Di questi, il giocatore a cui sono legato particolarmente è Stankovic. Ogni tifoso interista non può dimenticare l’anno del “triplete”, e tutti i calciatori di quella straordinaria rosa saranno ricordati come degli eroi e lui per me è un Eroe.
  4. 5 maggio 2002: ha sentimenti di rivalsa se pensa a quella data?
    Il 5 maggio del 2002 ero molto piccolo, avevo 7 anni e non ho nessun ricordo che mi lega a quel giorno. Posso solo immaginare il rammarico che hanno provato i tifosi interisti, per uno scudetto che sembrava ormai nostro e che poi è poi sfumato a pochi minuti dalla fine di quella maledetta partita. Di quel disastro, però, possiamo capire quanto sia speciale il nostro gemellaggio con la Lazio ed i laziali che, nonostante si siano resi protagonisti di una delle nostre sconfitte più dure da digerire, il legame tra le tifoserie resta sempre solido e unico.
  5. Lo “scudetto d’inverno” potrebbe essere dell’Inter e quello dell’intero Campionato? Cosa si aspetta quest’anno dalla squadra nerazzurra?
    Non mi sarei mai aspettato di veder arrivare la mia squadra alla sosta natalizia prima in classifica e giocarci lo “scudetto d’inverno.” E’ un piccolo traguardo che ci fa ben sperare, che ci fa assumere la consapevolezza che stiamo tornando competitivi dopo diversi anni di buio. Non so come andrà a finire e chi vincerà lo scudetto, da tifoso devo crederci e sperare che sia l’Inter a farlo ma ci sono diverse squadre che sono molto competitive, Juventus e Napoli su tutte, che possono prevalere sulle altre. Quest’anno mi aspetto di vedere la squadra almeno nelle prime 3 posizioni, la società ha fatto un buon mercato e abbiamo una rosa competitiva che può darci, quanto meno, una qualificazione in Champions dopo anni di digiuno.

 

ANGELO ESPOSITO LAZIO

  1. Un altro napoletano che tifa Lazio, come è nata la sua passione?
    Nel 2004, avevo 9 anni quando mi trovai davanti alla TV a casa di un amico, stavamo guardando una partita del Mondiale in USA . Personalmente a quell’età capivo ancora poco di calcio, di Mondiali e di come funzionasse il tutto ma, nel continuare a seguire le partite di quel mondiale, mi innamorai di un solo nome MARCHEGIANI, sì proprio lui, il terzo portiere di quell’Italia; non so spiegare il perché, vuoi perché mi stava appassionando quel ruolo, vuoi perché appena lo vidi dentro di me cominciò a bollire il sangue biancoceleste facendo nascere e crescere, ad oggi, questo immenso amore per questi colori. Col passare degli anni ho cominciato a seguire ogni partita di Marchegiani, dire che era forte é poco, aveva una elasticità unica! Ad oggi, devo solo ringraziare lui se amo e tifo questi colori, non me ne sono mai e poi mai pentito di tifare Lazio, sono i colori più belli che possano esistere, e poi abbiamo una delle tifoserie più straordinarie in circolazione, peccato che i risultati non siano all’altezza dei nostri sogni.angelo_lazio
  2. Come vive la rivalità con i tifosi partenopei?
    Mmm, bella domanda. Da premettere che se ho odiato la squadra del Napoli è proprio grazie ai loro tifosi perché, come quelli della Roma, li definisco ‘eterni illusi’ ma, a differenza di quelli romani, vivendo a Napoli, questi ultimi li vivo di più, quindi posso dire ed affermare che la maggior parte di loro, senza offesa per nessuno, non sanno guardare al di là del proprio naso, nel senso che i loro calciatori sono i più forti, il loro mister é il migliore, il loro stadio é il più bello etc. etc. etc. . Incontro quasi mai tifosi napoletani ragionevoli nonché sportivi, ovvio, ogni squadra ha i tifosi buoni e non, ma qui a Napoli, secondo me, c’è troppa chiusura mentale, ed io non riesco a reggere quasi mai confronti sul calcio con loro, posò le armi in anticipo e li lascio alle loro convinzioni.
  3. L’Inter spesso e volentieri fa ‘shopping’ in casa Lazio: Vieri, Crespo, Almeyda, Veron, Mihajlovic, Stankovic, Zarate, Rocchi, Hernanes sono passati dalla Lazio all’Inter: qual è stato il giocatore che ha ceduto con maggior rammarico e perché?
    La Lazio, per un certo verso, è sembrata quasi una succursale dell’Inter: molti nostri calciatori sono passati da loro non sempre andando a migliorare, direi! Uno su tutti a cui ero affezionato era Veron, un campionissimo, un vero leader in campo, centrocampista completo e bello da vedere e, a suo tempo, perdere un calciatore così forte ti fa restare male, sopratutto quando lo dai ad una diretta rivale. Invece, il calciatore che mi ha più sorpreso nel suo passaggio, é stato Hernanes, non me lo sarei mai aspettato, credevo tenesse di più alla maglia e soprattutto a noi tifosi che, per qualche tempo, l’abbiamo fatto ‘Re’ per le sue magie in campo ma, purtroppo in questo calcio, chi gioca per la maglia ne sono in pochi, il resto tutti mercenari. E alla fine così si é rivelato, esultando contro di noi ma soprattutto cambiando ancora squadra; posso dire che Hernanes per me é stata una vera e grande delusione come uomo.
  4. In occasione di Lazio-Inter, qualche anno fa, in Curva Nord fu mostrato uno striscione che recitava “Oh noo” in quanto, la vittoria dell’Inter sulla squadra casalinga, avrebbe permesso i neroazzurri di vincere il Tricolore a discapito della Roma: in quell’occasione, ha tifato Lazio o Inter per beffare i giallorossi?
    Quel Lazio- Inter lo ricordo ancora, tutti gli amici non laziali mi prendevano in giro perché volevo che la Lazio perdesse, ma li capisco perché la rivalità enorme che c’è tra Lazio e Roma può capirla solo chi la vive. Quindi é chiaro che volevo che la Lazio perdesse pur di non far vincere lo scudetto alla “riomma”. Ancora oggi, se ricapitasse un episodio del genere, farei lo stesso, sarebbe stato assurdo il contrario.
  5. La Lazio, in rimonta, è riuscita a vincere contro l’Udinese ed andare avanti in Coppa Italia dove incontrerà la Juventus: quella squadra che non fece paura qualche anno fa, andando poi a vincere la finale contro la Roma, ma la stessa squadra che, quest’anno, a discapito nostro, ha portato a casa sia Coppa Italia che Supercoppa Italiana, cosa si aspetta da questo quarto di Coppa Italia?
    Non ho potuto guardare la partita contro l’Udinese perché ero a lavoro, ma l’ho sentita tramite radio; sembra che la Lazio non abbia giocato male, ma più che altro, come spesso accade di recente, ha sprecato molte occasioni. Noi siamo in un momento che più del bel gioco interessano i risultati, ovvero la vittoria quindi la cosa importante é che finalmente per la nostra Lazio sia arrivata e ciò potrebbe risollevare un po’ tutto l’ambiente, in vista di un importantissimo impegno di campionato. Becchiamo ancora la Juventus? Beh, sinceramente non siamo stati fortunati, un po’ perché la Juventus é in crescita, e fa paura ultimamente, un po’ la mia preoccupazione più grande siamo noi, inteso come Lazio, dipende in che stato psicofisico ci arriviamo a quella partita, ad oggi direi non c’è gara, vincono facile, i fatti dicono che loro stanno volando e noi stiamo atterrando, ma nel calcio mai dire mai, quindi mi auguro un nostro grande miglioramento se vogliamo dare un senso a questa stagione.

 

Grazie a Simone ed Angelo per la loro disponibilità.

Se pensi di essere “un pesce fuor d’acqua” e vuoi essere il protagonista della prossima intervista, cosa aspetti a contattarci?

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.