Hellas Verona vs Lazio – 27 settembre 2015


Strano ma vero, in Campania c’è un tifoso dell’Hellas Verona.

Grazie ad una precedente intervista fatta da Hellas Verona Style, sono riuscita a rintracciare Ciro, un simpaticissimo napoletano con cuore gialloblù.

Ciro è sposato ed ha tre figli, prima lavorava come operatore chimico ma ha sempre preferito allenare la sua squadra preferita (ride); ama intrufolarsi tra i tifosi napoletani quando la sua squadra è qui in trasferta ed il suo più grande desiderio è vincere in casa del Napoli dato che non succede da tanto tempo.

A Ciro replica Angelo, un altro napoletano ma di fede biancoceleste.

Angelo è uno studente (ancora per poco, mancano due esami per la magistrale in Statistica) e nel frattempo lavora. La sua ragazza non amava e non seguiva il calcio, ma da quando ha messo piede, per la prima volta, allo stadio Olimpico, se n’è innamorata. Colpo di fulmine anche per lei. Aveva la lazialità dentro, bisognava solo accenderla! Da 2 anni vanno ad Auronzo di Cadore, che definisce un posto spettacolare, un paradiso, ed una scusa in più per seguire la squadra. Hanno anche dormito negli stessi alberghi dei biancocelesti in trasferta qui a Napoli, sono andati a Fiuggi…beh, non si fanno mancare niente!

 

CIRO PASQUALE D’ANTO’HELLAS VERONA CIRO D'ANTO'

  1. L’anagrafe indica che lei è napoletano ma il suo cuore batte per un’altra squadra, l’Hellas Verona: cosa ha fatto scoccare la scintilla per questi colori?
    L’amore per questi colori, il fascino e la bellezza di questa città che, sembrerà strano, ma già sentivo in tenera età.
  2. Penso sia l’unico, qui in Campania, a sostenere i gialloblù: come vive questo amore tra i tifosi partenopei? Considerando che tra le due tifoserie non scorre buon sangue…
    Alquanto bene, non mi lamento, ogni tanto qualche scaramuccia, ma alla fine si sono abituati alla mia presenza, insomma mi sopportano (ride).
  3. Se con la tifoseria della Lazio ci sono ottimi rapporti, ma non un vero e proprio gemellaggio, con il Chievo Verona non si può dire lo stesso: anche da Napoli sente questa rivalità? O definisce “derby” il match con la squadra partenopea?
    Si, anche da Napoli sento suddetta rivalità…e speriamo bene stavolta perché Verona siamo solo noi, loro so “nu pzzott” (la brutta copia).
  4. I gialloblù, negli ultimi dieci anni, hanno militato in Serie B e Lega Pro, fino a ritornare in serie A: come ha vissuto quegli anni?
    Brutto, bruttissimo. In Lega Pro, spareggio con la Pro Patria, li ho capito che io sono l’Hellas e l’Hellas è me. In quegli anni parecchi hanno tradito la squadra, tra pseudo-tifosi e calciatori, beh, quelli sono solo comparse e non li perdonerò mai.
  5. Uno dei capocannonieri dello scorso anno è stato Luca Toni, si aspettava quell’annata da lui e cosa si aspetta, invece, in questa nuova stagione? Intanto si spera ritorni in campo quanto prima.
    Toni grandissimo , unico. Certo, me lo aspettavo, un campione lo è sempre. Luca l’ho portato a Verona con la mente (ride), mi e’ sempre piaciuto. Da quest’annata mi aspetto un buon 10° posto. Del resto, se il calcio continua cosi, siamo tutti rovinati: comandano gli sponsor, vedi Marquez che deve giocare per forza…e per finire “forza Toni”, ritorna col Napoli e con una tripletta (ride).

 

 

ANGELO VALERIOLAZIO

  1. “Sono nato con l’aquila sul petto” penso sia una frase che le si addice dato che è campano ma sostiene la Lazio: come è nata questa passione?
    Grazie ad un episodio un po’ curioso: era il 1994, qualche mese prima i Mondiali statunitensi, guardavo il Gioco dell’Oca in tv, del grande Gigi Sabani. Dopo l’eliminazione, un concorrente, urlò in telecamera “forza Lazio, forza Beppe Signori!” Da quel momento fu come una folgorazione, un’illuminazione, per uno come me che non aveva mai seguito il calcio né mai aveva dato un calcio ad un pallone. Iniziai da subito e me ne innamorai. Del calcio e della Lazio. E del più forte di tutti…

    ANGELO VALERIO

  2. Essendo campano, si troverà spesso in diverbi con amici tifosi della squadra partenopea, come vive questa “rivalità”?
    Vivo con menefreghismo gli sfottò, sorrido alle loro esaltazioni, ma la partita, inutile dirlo, la sento molto.
  3. Ansia, paura, emozioni… sente di più la partita con la Roma (il derby vero e proprio) o con il Napoli (squadra della città in cui vive)? Quale partita ricorda con più piacere e perché?
    Le sento molto entrambe, diciamo che dipende dal momento storico della nostra squadra e dall’importanza del match. Il 26 maggio fu l’apoteosi di tensioni ed emozioni, ovviamente ero allo stadio e niente credevo potesse essere paragonabile. Lo credevo fino all’anno scorso, fino al Napoli – Lazio dell’ultima giornata. Quella l’ho vissuta malissimo, ero in una tensione mai provata prima, la mia ragazza si preoccupò addirittura. Al gol di Onazi iniziai ad urlare “gol” fuori al balcone per 2/3 minuti di seguito, nel silenzio tombale generale. Il top di tutte le partite!
  4. Per anni ha sottoscritto l’abbonamento con la Lazio, i suoi ripensamenti sono dovuti alla gestione del Presidente? Cosa ne pensa del suo attuale operato?
    Sono stato abbonato 3 anni, insieme alla mia fidanzata ed altri amici. Loro hanno continuato ad abbonarsi. Io, da quel Lazio – Sassuolo, non ho più rimesso piede allo stadio. L’ho fatto sia per seguire le decisioni della maggior parte della tifoseria, sia perché il nostro gestore è riuscito a spegnermi tutte le voglie e le emozioni. Inutile dire che il suo operato è pessimo a mio avviso, ci fa sempre fare un passo indietro quando basterebbe poco per competere ad alti livelli.
  5. Cosa pensa di questo inizio campionato e cosa si aspetta dai biancocelesti alla guida di Mister Pioli?
    Inizio pessimo, umiliati da tutti. Non ho aspettative. Pronosticai dopo il mercato estivo una stagione disastrosa, credo sarà così, anonima. Spero comunque di iniziare a tornare a far risultato in trasferta, a partire da domani, contro un Hellas senza 2 dei migliori attaccanti degli ultimi anni: Toni, un idolo, il classico giocatore che mi fa innamorare per volontà e professionalità, oltre i gol ovviamente, e Pazzini, sono innamorato di lui da quella doppietta alla Roma che gli portò via uno scudetto quasi certo. Ogni stagione ho sempre sperato di vederlo con l’aquila sul petto, tra l’altro, è nato stesso giorno, mese ed anno mio! AVANTI LAZIO!

 

Grazie a Ciro ed Angelo per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.