Genoa vs Lazio – 6 febbraio 2016


Dopo il Napoli, cco che arriva la un’altra “bestia nera” della Lazio, il Genoa: dopo la vittoria dell’andata chissà se riusciremo a ripeterci…beh, non ci resta che aspettare il triplice fischio per gioire o rattristarci.

Questa settimana vi presento due piccoli giovani tifosi: Juri, un dodicenne aquilotto e Gabriele, dicianovenne tifoso del Genoa.

Gabriele, essendo milanese, avrebbe potuto scegliere, per comodità, di tifare una squadra tra Inter e Milan ma, si sa, al cuor non si comanda…ed il suo cuore è tutto per il Grifone. Non a caso gestisce due pagine facebook: Genoa unica squadra di Genova e Genoa CFC 1983 .
Studia economia e commercio e da due anni è arbitro di calcio, il suo rammarico? Che la gente pensi che gli arbitri agiscono in male fede, non sapendo quando lavoro c’è dietro ad ogni singola partita e che la designazione bisogna meritarsela. Periodicamente sono sottoposti a test atletici e quesiti regolamentari, lezioni tecniche in cui si analizzano casistiche particolari e si aggiornano con il regolamento che subisce piccole variazioni ogni anno. Gabriele è molto sportivo, gli piace molto il nuoto (praticato a livello agonistico) e il tennis. Adora giocare col biliardino in compagnia e pensa che sia meglio il calcio simulato così che con la Playstation. Nel tempo libero gli piace andare al cinema, uscire con gli amici ma anche leggere!

Juri, il nostro piccolo aquilotto, primo dodicenne ad essere intervistato, frequenta la seconda media e vive la vita come ogni singolo adolescente: gli piace uscire con gli amici e giocare a calcio, ma soprattutto guardare la Lazio. Ahhh, che darei per tornere ai miei 12 anni da ragazzina spensierata…

 

GABRIELE CORDINIGENOA

  1. Essendo milanese, con due belle squadre a disposizione, ha scelto il Genoa: come è nata questa passione?
    Si dice sempre “di padre in figlio” ma per me è stato il contrario. Padre milanista e mamma genoana: squadra fra le più titolate al mondo da una parte e club più antico d’Italia dall’altra ma a livello di coppe purtroppo ben distante dal Diavolo. Da piccolino un po’ simpatizzavo per il Milan e un po’ per l’Inter (squadra del nonno). Mia mamma è di Sanremo e ha studiato a Genova, lì si è appassionata al grifone. La mia prima partita allo stadio è stata quel famoso Genoa – Venezia, ultima di serie B: in caso di risultato positivo si tornava in serie A. Il Genoa gioca male ma porta a casa un 3-2 che significa massima serie! Allo stadio mi sono innamorato dei cori, dei colori, della Gradinata Nord! Da quel giorno nel mio cuore c’è stato spazio solo per una squadra, il Genoa.
  2. In Liguria c’è il “derby della Lanterna”: come vive la rivalità con i tifosi doriani? In occasione del derby è presente allo stadio a sostenere la sua squadra? gabriele_genoalazio
    Il tifoso doriano si sente genovese… a genovese dove? Sono la fusione di mille squadre e sono nati nel dopoguerra…va beh convinti loro! La rivalità va vissuta sul piano sportivo, li sfotti quando perdono, a maggior ragione se perdono il derby! Purtroppo non sono mai stato allo stadio in occasione di un derby, ma visto l’andazzo degli ultimi andare là per vedere il Genoa perdere sarebbe troppo brutto. Però il Genoa si ama e non si discute! Quando andrò, tiferò aldilà del risultato, anche se sotto 3-0 non bisogna mai smettere di cantare! È uno stadio mica un teatro. E poi noi sotto 3-0 con la Roma siamo stati capaci di ribaltarla vincendo 4-3
  3. Da anni il Genoa è la bestia nera della Lazio: dopo la sconfitta dell’andata, cosa si aspetta da questo match?
    Sono stato allo stadio in occasione di Genoa – Lazio sia nel 2012 che nel 2013, entrambe vinte per 3-2. Sarà un match diverso, arriviamo da una striscia positiva, mercoledì abbiamo perso con la Juve ed ero a Torino e non ho visto un brutto Genoa, anzi. All’andata, se il tiro di Rincón fosse entrato anziché sbattere sul palo, sarebbe stata sicuramente un’altra partita. Ma per vincere la palla va buttata dentro!
  4. Cosa pensa di Pavoletti? Se arrivasse una buona offerta, sarebbe disposto a farlo partire? Come investirebbe il denaro?
    Pavoletti lo seguiamo dall’estate precedente il suo arrivo. Il Sassuolo sparava alto, pensavamo sopravvalutassero un giocatore reduce da un buonissimo campionato di B. In estate non si fece niente, ma non eravamo dispiaciuti per quel mancato arrivo. Il giocatore arrivò alla fine del mercato di gennaio e fu una sorpresa bellissima. Ha conquistato tutti noi a suon di goal! Oltre a essere un bomber fuori dal campo è un ragazzo d’oro, molto umile. Di sicuro il ragazzo merita una chance nella Nazionale di Conte. Adesso abbiamo comprato Matavz come vice Pavoletti, vedremo cosa saprà fare di qui a giugno questo calciatore. In questa sessione ho letto che abbiamo rifiutato un’offerta importante dalla premier per Pavoletti. Conoscendo come fa mercato il presidente Preziosi ho paura che questi saranno i suoi ultimi mesi al Genoa. Dopo di lui spero che saremo in grado di trovare un attaccante in grado di assicurarci parecchi goal, nel frattempo non sostituirei Pavoletti con nessuno, è il nostro idolo.
  5. Quest’anno il Genoa non ha ingranato come suo solito: 24 punti, come la Sampdoria, + 10 dall’ultima in classifica, cosa si aspetta dal girone di ritorno? Pensa riesca a scalare un po’ la classifica?
    Gasperini ha il difficile compito di lavorare con giocatori che cambiano ogni 6 mesi, non è così facile fare bene se si cambia sempre l’ossatura della squadra. Rincón e Falqué lo scorso anno sono arrivati da sconosciuti e hanno fatto benissimo, purtroppo Capel non è partito così bene quest’anno ma si sta ritrovando. Siamo partiti con l’handicap della punta, Pavoletti rientrava da un infortunio e alla prima presenza si è fatto male di nuovo, nessuno si aspettava che lui e Perotti giocassero così poco in questo girone d’andata. Abbiamo insistito con Pandev ma senza troppo successo. Spiace per la cessione di Gakpé perché secondo me non era male. Vedremo se l’anno prossimo la società punterà ancora sull’ex Nantes. In difesa De Maio ha avuto un’involuzione negativa che non mi so spiegare, l’anno scorso giocava bene. Girone d’andata con tanti infortuni e squalifiche, non avremo la qualità dell’anno scorso ma abbiamo avuto moltissima sfortuna. Nel girone di ritorno ci toglieremo delle soddisfazioni. Spero in un po’ di fortuna in più rispetto all’andata, però la squadra è più unita, vedo nei nostri leader come Perin, Burdisso, Rincón e appunto Pavoletti. La salvezza passerà anche dai loro piedi!

JURI MAUROLAZIO

  1. Come è nata la passione per la squadra capitolina?
    Sono laziale da quando sono nato perché mi padre ogni domenica sera vedeva le partite della Lazio con me. E a poco a poco mi ha trasmesso la lazialità. E adesso non mi perdo nessuna partita.
  2. Vive in una città dove il tifoso del Napoli predomina: come vive la rivalità con i suoi amici? juri_genoalazio
    Beh, la rivalità con i miei amici non finisce mai. Perché stai sempre in minoranza, gli amici che ti sfottono, quindi è difficile vivere con questa situazione però, secondo me, questo è il tifoso laziale, quello che non si scoraggia mai.
  3. Da anni il Genoa è la bestia nera della Lazio: dopo la vittoria dell’andata, cosa si aspetta da questo match?
    Con il Genoa è difficile perché comunque è una squadra che gioca molto in difesa e riparte con tutti i giocatori. Poi con tutti i giocatori infortunati, tra cui De Vrij, dobbiamo stare attenti in difesa.
  4. Il calciomercato si è concluso da poco: quale sarebbe stato l’innesto giusto per la squadra biancoceleste?
    L’innesto giusto sarebbe stato quello di acquistare un difensore giovane e un vice Biglia.
  5. Rispetto allo scorso anno, su per giù, la Lazio ha gli stessi punti: pensa che possa ripetere l’impresa dello scorso anno o dovrà accontentarsi di un posto in Europa League?
    Io mi accontenterei di un posto in Europa League poiché abbiamo molti giocatori infortunati.

 

Grazie a Gabriele e Juri per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.