Fiorentina vs Lazio – 27 ottobre 2019




La Lazio è chiamata a reagire dopo gli ultimi risultati negativi tra serie A (dove sono arrivati più che altro pareggi) ed Europa. C’è voglia di riscatto dopo la sconfitta contro il Celtic e la super-rimonta con l’Atalanta. Analizziamo l’avversario di turno.

ribery

L’ANALISI

Che una squadra cambi pelle da una stagione all’altra accade spesso in tutte le squadre ogni estate, ma se il cambio è prima di tutto societario, allora ci sta parlare di rivoluzione e di un cambio quasi totale. La Fiorentina è passata dai Della Valle a Rocco Commisso, italo-americano, venerato come un Dio a Firenze, solo per aver preso la società dai tanti odiati ex patron. I risultati, in termine di uomini, si sono visti subito. A Montella, incredibilmente resistito sulla panchina Viola nonostante i tanti eventi, è stata consegnata una squadra nuova di zecca, campioni affermati, giovani da lanciare e anche qualche conferma. I risultati in campo sono tardati ad arrivare, dopo la nefasta chiusura dello scorso campionato anche l’inizio di questo non è stato idilliaco con pochi punti raccolti e la vittoria che mancava in generale da febbraio e in casa addirittura da dicembre 2018 (!). Poi la squadra si è sciolta e come nei miglior film a lieto fine sono arrivati un successo dietro l’altro, spinti da un ambiente che è sempre rimasto compatto e unito dietro alla società di Commisso, nonostante i primi risultati non soddisfacenti. Adesso punta dritta l’Europa, vero obiettivo dei toscani da qualche stagione. I punti sono 12 come quelli della Lazio, e manco a dirlo, si tratta di un impegno difficilissimo per questa Lazio fin troppo fragile, ma il calendario è dei peggiori e qualche vittima illustre dovrà pure arrivare. Sono 3 le vittorie consecutive prima del pareggio a reti inviolate contro il Brescia nello scorso turno, messe in fila Sampdoria e Udinese in casa, Milan in trasferta. Inoltre i Viola sono gli unici ad avere fin qui strappato un punto alla Juventus di Sarri (0-0). L’unica sconfitta casalinga risale allo scoppiettante 3-4 della prima giornata contro il Napoli. Se la Lazio troverà difficoltà, non si può parlare di impegno semplice nemmeno per i padroni di casa, che solo dopo i biancocelesti avranno un calendario in discesa. Ma chi effettivamente sta contribuendo al rinascimento Viola? Montella conferma la stessa formazione da sei partite consecutive, dal pareggio contro la Juventus, quindi si può parlare tranquillamente di undici-tipo, con buona pace dei vari Benassi e Boateng. E quasi sicuramente, a meno di intoppi nelle ultime ore, sarà la stessa formazione che giocherà anche contro la Lazio, un 3-5-2, formato dagli ex Badelj e Caceres, da due centrali di spessore come Milenkovic e Pezzella. Il giovane Castrovilli lanciato nel calcio dei grandi, forse la sorpresa più inaspettata dell’intera serie A. E poi davanti un duo composto da Chiesa e Ribery, gioventù ed esperienza, un mix di talento assoluto. Occhio a quei due, sanno come far male.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra toscana vedono i padroni di casa in avanti con 33 successi a 19 e 20 pareggi. Ma i numeri sono in controtendenza negli ultimi anni con ben 6 vittorie negli ultimi 9 precedenti, 4 negli ultimi 6. L’ultima risale allo scoppiettante 3-4 della stagione 2017/18: si giocava un turno infrasettimanale ad aprile e la gara fu subito segnata dalle espulsioni di Sportiello e Murgia (molto dubbia). Veretout portò in doppio vantaggio i suoi ma Luis Alberto e Caceres ripresero la gara prima che ad inizio ripresa di nuovo il centrocampista francese, oggi alla Roma, riportasse in avanti i Viola. Felipe Anderson e ancora il “Mago” spagnolo fissarono il 3-4 finale. Una prova di spessore e carattere, quella di cui avrebbe bisogno la Lazio attuale. Le altre vittorie recenti sono per 1-3 nel gennaio 2016, 0-2 nell’ottobre 2014, 0-1 nel marzo 2014, e il doppio 1-2 del 2010-11 e 2011-12. L’anno scorso la gara terminò in pareggio, 1-1 con Muriel che rispose a Immobile, in una delle classiche gare del 2019 in cui la Lazio è andata ad intermittenza e sparita nel secondo tempo. L’ultimo successo casalingo è del maggio 2017, 3-2, in rimonta, con i biancocelesti che attuarono un turnover totale in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus e l’obiettivo già raggiunto matematicamente in campionato.

LA STELLA

Dei nomi importanti di cui è composta la rosa Viola abbiamo già detto, scegliere quello più decisivo non è facile. Citiamo Franck Ribery, letteralmente protagonista di una seconda giovinezza in maglia Viola. Eletto miglior giocatore di settembre 2019 dell’intera serie A, sta scoprendo il calcio italiano dopo una trionfale carriera.

GLI EX

Ci sono due ex nelle fila Viola: Milan Badelj e Martin Caceres. Il primo è stato in biancoceleste l’anno scorso, dove arrivò proprio dalla Fiorentina, con le stimmate del mediano capace di far fare il salto di qualità al centrocampo laziale. Invece presenza con il contagocce, prestazioni non all’altezza, anche qualche infortunio di troppo, oltre ad una insoddisfazione che sembrava tagliante, con un solo gol realizzato (al Genoa) lo hanno portato a chiedere la cessione dopo un solo anno. Peccato, poteva essere più utile alla causa biancoceleste. Così come Martin Caceres, alla Lazio da gennaio 2018 a gennaio 2019. Poche presenze ma a differenza di Badelj tutte di sostanza. Per l’uruguaiano i rimpianti sono doppi, inspiegabilmente lasciato in panchina per tante gare, nonostante la retorguardia non fosse delle più affidabili. Un posto da titolare poteva e doveva essere suo di diritto, invece Inzaghi (si dice per scelte societarie di una possibile vita brava nottura del difensore) non era di questo avviso. Fatto sta che adesso sta dimostrando, pur con un’età avanzata, tutto il suo valore a Firenze.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Montella ha tutta la rosa a disposizione ma zero dubbi. Andrà in campo per la settima gara consecutiva la stessa formazione. 3-5-2 con Dragowski in porta, Milenkovic, Pezzella e Caceres in difesa. Sulle fasce Dalbert e Lirola, a centrocampo l’astro nascente Castrovilli, l’ex Badelj e il rigorista Pulgar. Davanti Ribery e Chiesa.
(3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Dalbert, Castrovilli, Badelj, Pulgar, Lirola; Ribery, Chiesa

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!