Fiorentina vs Lazio – 18 aprile 2018




Turno infrasettimanale per la serie A, la Lazio è di scena al “Franchi” di Firenze per affrontare la Fiorentina padrona di casa. Analizziamo l’avversario di turno!

chiesa

L’ANALISI

La Fiorentina, allenata dall’ex Stefano Pioli, è attualmente al settimo posto in classifica, l’ultimo buono per l’Europa League anche se attraverso i preliminari. Solo due i punti che la saperano dal Milan, ma dietro è grande lotta con Sampdoria, Atalanta e Torino. Insomma una posizione contesa che la squadra Viola ha fatto propria grazie alle sei vittorie consecutive, serie interrotta nell’ultimo turno con lo 0-0 casalingo contro la Spal. La vera spinta a questa squadra è arrivata dopo la tragedia che ha sconvolto il club gigliato e in generale il calcio italiano, uno dei drammi più grandi degli ultimi anni. La morte di Davide Astori, capitano della Fiorentina e in passato vicino anche alla Lazio (andò poi alla Roma, scatenando l’ira dei tifosi nell’estate 2014, con Tare che fu quasi “costretto” ad acquistare in fretta e furia De Vrij). Doveroso non parlare di questa vicenda e non tenerne conto quando si parla di Firenze e Fiorentina. La morte nel sonno dell’ex capitano a Udine, prima della trasferta con i friulani, è stato un dramma umano, e tutta Firenze si è unita intorno alla squadra che ha passato momenti molto duri, a partire dallo stesso Pioli. Una pace ritrovata tra società, squadra e tifosi che hanno portato alla scossa e a questa cavalcata lunga sei partite che hanno visto i Viola battere anche la Roma. Al di là degli aspetti emotivi e umani, la Fiorentina ha iniziato anche a raccogliere i frutti di una squadra giovane ma di qualità che all’inizio era stata troppo altalenante, salvo poi ritrovarsi e far uscire fuori tutte le loro caratteristiche. Pioli, come in passato ha fatto anche alla Lazio, si è dimostrato tecnico capace di variare le proprie idee e moduli e anche di saper aspettare e lanciare vari calciatori importanti. Poi il “Franchi” è sempre un fattore in più. Insomma, una sfida che si annuncia molto difficile e complicata per la Lazio, che non può perdere punti per la Champions, in un turno, sulla carta, molto favorevole a Inter e Roma.

I PRECEDENTI

I precedenti al “Franchi” di Firenze vedono i padroni di casa in vantaggio con 33 successi a 18, 19 i pareggi. Anche se negli ultimi anni la tendenza è inversamente proporzionale a quella delle vittorie complessive: ben 5 sorrisi biancocelesti nelle ultime 7 sfide, 6 tolta quella dell’anno scorso, quando una Lazio ormai matematicamente in Europa League e a pochi giorni dalla finale di Coppa Italia con la Juve, perse 3-2 in rimonta, dopo l’iniziale vantaggio di Keita e un turnover quasi totale. Due anni fa, invece, l’ultimo successo biancoceleste arrivò grazie all’1-3 firmato Keita, Anderson e Milinkovic (al primo gol in maglia laziale, in una partita da lui tanto sentita: prima di arrivare alla Lazio, parlò anche con i Viola, rifiutando la corte dei Della Valle per andare a Roma), una gara esplosa nel finale con tre gol nei minuti di recupero. Nel 2014-15 la vittoria laziale fu 0-2 grazie ai gol di Djordjevic e Lulic, ancora nel recupero. Anche nel 2013-14 arrivò una gioia con lo 0-1 firmato Cana dopo 5′. Le altre due affermazioni degli ultimi anni risalgono al 2010 e 2011, entrambe per 1-2. L’ultimo pareggio, invece, è datato addirittura all’ottobre 2009: 0-0 in quell’occasione.

LA STELLA E GLI EX

La Fiorentina è piena di giocatori di prima qualità: dai giovani Simeone e Chiesa, passando per Sportiello, Saponara, Pezzella e Benassi. Il pericolo maggiore, è il figlio d’arte di Enrico, anche ex Lazio, Federico Chiesa. Futuro della Nazionale e destinato ad un top club, il classe ’97, ala offensiva è capace di numeri d’alta scuola. L’unico ex è l’allenatore Stefano Pioli, in biancoceleste dall’estate 2014 all’aprile 2016, quando arrivò l’esonero dopo un derby perso 1-4 e l’arrivo dell’attuale mister Simone Inzaghi. La prima stagione fu perfetta, con il terzo posto finale e un calcio d’altissima qualità: il miglior piazzamento biancoceleste negli ultimi 11 anni. Ma l’anno dopo fu da dimenticare, con l’ex tecnico non esente da colpe. Ad iniziare dalla diatriba della fascia da capitano assegnata a Biglia e non a Candreva, che fece spaccare lo spogliatoio. Poi le tante partite perse, alcune con risultati ampi come il 4-0 contro il Chievo, il 5-0 di Napoli, l’uscita dai preliminari di Champions League per 3-0 con il Leverkusen o quello dall’Europa League con uno 0-3 casalingo contro lo Sparta Praga.

L’ANDATA

All’andata finì 1-1 una partita contestatissima, per il pareggio subito in pieno recupero da Babacar nel finale e l’inizio dei tanti torti subiti dal Var in questa stagione. Una Lazio non tanto brillante, alle prime vere fatiche della stagione, era riuscita a passare in vantaggio con una rete di De Vrij nel primo tempo e condurre fino alla fine, anche se con troppa difficoltà. Ma quando tutto sembrava finito un intervento dubbio di Caicedo su Pezzella provoca la Var Review con un rigore alquanto generoso, mentre nel primo tempo Parolo era stato steso nettamente in area, senza conseguenze. Un 1-1 amaro, riscattato (parzialmente) dall’1-0 di Coppa Italia ai quarti di finale.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Pioli si affiderà al 4-3-1-2 (ma non è da escludere la difesa a 3). Davanti a Sportiello ci saranno uno tra Laurini e Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo (il sostituto in campo di Astori) e Biraghi. A centrocampo Benassi, Veretout e uno tra Dabo e Cristoforo. Mentre in avanti Saponara innescherà Chiesa e Simeone. Anche se Eysseric, Gil Dias e Falcinelli reclamano spazio, e trattandosi di un infrasettimanale, non è escluso un parziale turnover.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!