Fiorentina vs Lazio – 10 marzo 2019




Dopo la vittoria nel derby c’è la Fiorentina sul cammino della Lazio di Inzaghi: altro scontro diretto difficile per l’Europa. Per restare in corsa per la Champions e consolidare la posizione in Europa League, analizziamo l’avversario di turno.
chiesa

L’ANALISI

La Fiorentina di Pioli staziona, attualmente, al decimo posto in classifica ma la qualità dei gigliati è sicuramente maggiore della loro posizione. La serie A è difficile e la concorrenza è spietata, ma probabilmente parliamo di una compagine che per organico e spirito di gioco è di sicuro tra le prime sette-otto. Sono stati tanti i pareggi o le gare che hanno frenato una squadra complessivamente giovane e per questo a volte inesperta, che commette errori di ingenuità, a fronte di prestazioni e gioco sempre di alto livello, avversario ostico per chiunque, specialmente in casa dove in pochi riescono a passare. Ma in controtendenza con questi numeri, la vittoria casalinga (mai arrivata con una big) manca addirittura da quattro partite e da metà dicembre. Solo due sconfitte (con Juve e Parma), ma tanti pareggi che hanno frenato i Viola. A questi dati non fanno testo quelli di Coppa Italia, dove la Fiorentina ha vinto eccome, con il roboante 7-1 rifilato alla Roma e si gioca la semifinale contro l’Atalanta. In controtendenza sono anche i gol: se nel girone d’andata la squadra prediligeva un gioco prettamente difensivo con pochi gol realizzati e pochi incassati, e il portierino Lafont (classe ’99) spesso decisivo, nel girone di ritorno la squadra Viola ha iniziato a ingranare e fare gol su gol anche grazie all’arrivo di Muriel e l’esplosione di Chiesa, ma per un attacco prolifico, ecco una difesa più perforata, non aiutata dagli infortuni che a turno hanno riguardato un po’ tutti i componenti, dal Capitano German Pezzella, appena rientrato, a Milenkovic. Da qui si spiegano i vari 3-3 (due consecutivi contro Inter e Atalanta), una costante del “gol + over” per gli amanti delle scommesse, per una squadra che gioca sempre nel nome di Davide Astori. Capitano eterno. Proprio in questa settimana è un anno che Davide ci ha lasciati. Fiorentina nel nome anche del 4-3-3, che Pioli esalta alla grande, con varianti di 4-3-2-1. La fantasia di Chiesa è la chiave del gioco fiorentino.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra toscano recitano 33 vittorie casalinghe, 19 laziali e 19 pareggi. Maggiori successi Viola dunque, in controtendenza con quanto successo negli ultimi anni. Sono ben 6 vittorie laziali negli ultimi 8 precedenti, con i due successi Viola nel 2012-13 (2-0 tra infinite polemiche arbitrali) e nel 2016-17 (3-2 in rimonta con una Lazio imbottita di seconde linee in vista della finale di Coppa Italia e una posizione in campionato ormai acquisita). Per il resto dominio biancoceleste: 1-2 nel 2010 e nel 2011 con un Hernanes in gran spolvero, 0-1 e 0-2 nel 2014, 1-3 il 9 gennaio 2016, e infine probabilmente uno dei precedenti più belli e pazzi degli ultimi anni il clamoroso 3-4 della scorsa stagione, con la Lazio capace di rimontare un doppio svantaggio tra tanti errori arbitrali (da 2-0 e poi da 3-2) con le reti di Luis Alberto (doppietta), Caceres e Felipe Anderson. A nulla valse la tripletta di Veretout. Il pareggio manca addirittura dal 2009 (0-0).

LA STELLA E GLI EX

La Fiorentina ha tanti campioni, anche di prospettiva, in squadra. Muriel è probabilmente quello che è nella sua piena maturità calcistica, ma la stella assoluta è Federico Chiesa. Capace di spunti incredibili, brevilineo, ha tiro da fuori e inserimenti, crea disagi agli avversari che non sempre lo amano. Infatti è spesso accusato, vedi Gasperini, di essere un cascatore e simulatore. Resta il grandissimo talento. Non ci sono ex in campo nelle fila Viola, ma l’unico, grande ex, sarà in panchina: Stefano Pioli in biancoceleste dal 2014 alla primavera 2016, prima dell’approdo di Inzaghi. E’ suo l’ultimo piazzamento d’onore della Lazio, con il terzo posto del 2015. Eppure c’è la sensazione che quella squadra potesse fare di più. Amaro il suo addio: la seconda stagione fu deludente, fino all’esonero dopo un derby sonoramente perso (1-4).  L’altro ex sarà Milan Badelj, in Viola a lungo fino la scorsa stagione dove ereditò la fascia di Capitano dopo la morte di Astori.

L’ANDATA

All’andata la Lazio vinse 1-0 con un gol di Immobile sul finire di primo tempo su sviluppo da corner. Bastò quel gol per firmare una vittoria preziosissima ma molto sofferta, soprattutto nel secondo tempo, con i gigliati più volte vicini al pareggio, in alcune circostanze anche clamorosamente. Ma quando l’arbitro fischiò la gioia (di liberazione) fu tutta biancoceleste.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Pioli opterà per il 4-3-3. Davanti a Lafont torna la difesa titolare dopo un po’ di tempo: Milenkovic, Vitor Hugo, Pezzella e Biraghi. A centrocampo Benassi, Veretout e Fernandes. In attacco Chiesa, Muriel e uno tra Gerson (che potrebbe giocare anche in mediana al posto di Edmilson Fernandes) e Simeone, con l’ex Roma leggermente favorito. In panchina scalpitano anche Pjaca e Mirallas: la Fiorentina avrà la rosa al completo.
(4-3-3): Lafont; Milenkovic, Vitor Hugo, Pezzella, Biraghi; Benassi, Veretout, Edmilson Fernandes; Chiesa, Muriel, Gerson.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!