Empoli vs Lazio – 29 novembre 2015


La Lazio ancora non brilla come lo scorso anno ma, almeno in Europa League, incassa i punti che perde in campionato…noi, intanto, aspettiamo di gioire anche nei fine settimana.
Domenica si va in trasferta in Toscana e, proprio fuori casa, la compagine biancoceleste non riscuote molto successo, meglio non ricordare le precedenti partite!!!
Questa settimana vi presento Claudio e Francesco, andiamo a vedere come è nata la loro passione, rispettivamente, per l’Empoli e la Lazio.

Claudio gestisce un’impresa di lampade elettriche votive cimiteriali, ereditata da suo padre. Ama molto il calcio e viaggiare, qualche volta si concede un po’ di svago in discoteca, altrimenti si rilassa guardando la tv. Segue abbastanza lo sport ma non lo pratica, avendo anche già 47 anni (ma dai che sei ancora giovane!).

Sponda biancoceleste c’è Francesco, 27enne, l’unico appassionato di calcio nella sua famiglia, per cui non ha mai trovato difficoltà ad esprimere la sua passione in casa (molto fortunato). Nel tempo libero gioca a calcio ed è un grande appassionato di manga e anime giapponesi, adora cucinare ed ascoltare musica, in modo particolar quella live.

CLAUDIO ALFAROLI EMPOLI

1. Come è nata la sua passione per l’Empoli?
Premetto che sono nato juventino. Ma alle scuole elementari ci davano i biglietti gratis per andare a vedere l’Empoli che allora, e da tantissimo tempo, faceva la C1 (si parla all’incirca del 1978), poi l’Empoli in soli due anni è passata dalla C1 alla serie A, fra l’85 e l’86 e la passione per l’Empoli si è fatta sempre più forte, crescendo a dismisura e facendosi sempre più radicata in me. La Juve ho piacere quando vince ma il mio tifo per l’Empoli è 10-20-30 volte più forte. Un tifo sanguigno e senza limiti.Claudio_Empoli
2. Tra Serie A e Serie B, negli ultimi anni, l’Empoli ha vissuto molti “derby”: con quale squadra toscana sente maggiore rivalità?
Le squadre toscane sono tutte nemiche, a parte Montevarchi, con cui abbiamo un bel gemellaggio, e Livorno (affinità politiche), ma la squadra che odio di più è la Fiorentina, seguita dal Siena.
3. Va spesso allo Stadio Castellani per le partite casalinghe dell’Empoli? Quale partita ricorda con più piacere e perché?
Non salto una partita in casa dal 2011 e se non fossi stato diffidato 2 anni, tra il 2009 al 2011, si poteva dire che erano almeno dieci anni che non saltavo una gara. Vado spesso anche in trasferta, l’anno scorso ne ho effettuate 11 e in totale saranno 140-150. La partita che ricordo con più piacere è senz’altro Empoli – Vicenza, ritorno Playout di B 11/12: una partita-romanzo. All’Empoli bastava il pareggio dopo lo 0 – 0 di Vicenza per il miglior piazzamento in campionato. Al Castellani dopo un noioso primo tempo a reti bianche, il Vicenza piazza un micidiale uno – due a metà ripresa con Paolucci, ma Mchedlidze (71’) e Tavano (rigore al 73′) riportano il risultato in parità, prima che lo stesso Paolucci non si faccia parare incredibilmente un rigore dal nostro Dossena all’87 e che Maccarone nel più classico dei contropiede, in pieno recupero, fissi il risultato sul 3-2 per noi. Una gara indimenticabile.
4. L’allenatore Maurizio Sarri ha diretto la squadra per tre anni, portando l’Empoli alla massima Serie, le è dispiaciuto salutarlo?
Mi dispiace che M. Sarri sia andato via, come a tutti a Empoli, perché è un allenatore davvero bravo, che si meritava il salto di qualità in termini di squadra.
5. L’Empoli nel 2014 è stato promosso in Serie A piazzandosi subito al 15esimo posto e arrivando agli Ottavi di finale di Coppa Italia, cosa si aspetta quest’anno dal nuovo allenatore, Marco Giampaolo, e dalla squadra?
Secondo me Giampaolo è un allenatore preparato e la squadra, pur essendo molto cambiata, non è inferiore all’anno scorso e i risultati gli stanno dando ragione.

 

FRANCESCO SCHETTINOLAZIO

1. Nonostante sia campano, il suo amore è tutto per la Lazio: come è nata questa passione?
E’ nato tutto il giorno che mio zio mi portò a vedere una partita del Foggia (allora allenato da Zeman ), ero piccolissimo, avrò avuto circa  4 anni. Alla fine della partita, tramite delle conoscenze, riuscimmo a scendere negli spogliatoi dove ebbi l’occasione di incontrare quello che sarebbe stato il mio idolo calcistico dell’infanzia, ovvero, Beppe Signori. Passò qualche anno e Signori venne acquistato dalla Lazio e, da quel momento, almeno in radio o su ” Quelli che il calcio ” non mi perdevo nemmeno un goal della Lazio. Poi sono cresciuto ed ho iniziato a seguire con molta più attenzione la nostra squadra, fino a diventare un tifoso sfegatato. Francesco_Lazio
2. Sente più il “derby” con la Roma o con il Napoli vivendo, appunto, nella città partenopea? Com’è il rapporto con i suoi amici tifosi del Napoli?
Decisamente più quello con il Napoli. Roma è lontana 250km da casa mia, e gli sfottò e la competizione che i romani laziali vivono con i romanisti, noi la sentiamo con i napoletani qui in casa. Complice anche il fatto che, sfortuna ha voluto, creassero una società che negli ultimi anni ha sempre lottato per la Champion’s League, facendo piazzamenti che noi qualche stagione non abbiamo nemmeno potuto tener in considerazione. Il rapporto con i miei amici tifosi del Napoli cambia da persona a persona. Vivendo in un paese piccolo, noi tifosi della Lazio siamo riconosciuti come ” o’ lazial ”, di conseguenza anche chi non ti ha mai nemmeno considerato di striscio è il primo che viene a darti fastidio e a sfotterti se la tua squadra perde 4 – 0 con il Chievo Verona o esce dai preliminari di Champion’s League. Con gli amici stretti, invece, è praticamente la stessa cosa, anche se ultimamente il conflitto si è un po’ attenuato perché sono sempre stato oggettivo nel giudicare il Napoli e la Lazio.
3. Va spesso allo Stadio Olimpico a sostenere la squadra biancoceleste? Il suo ricordo più bello e quello più brutto?
La mia frequenza allo stadio dipende dal periodo di esami e dalle mie disponibilità economiche, ma solitamente mi faccio condizionare parecchio anche dalle annate. Non fraintendetemi, non vado solo ai big match, anzi solitamente le partite che vado a vedere con più piacere sono quelle contro le piccole squadre, ma spesso sono portato ad andare allo stadio o quando la squadra ha davvero bisogno di tifo, oppure quando è lanciata verso qualche traguardo da raggiungere ed ha bisogno di supporto. In linea generale, in una stagione ci vado almeno 6 o 7 volte.
Il ricordo più bello è di un Lazio – Milan finita  2-0. Il Milan quell’anno campione d’Italia, con Ibrahimovic, Nesta, Thiago Silva, contro la solita Lazio da 5°/6° posto (se andava bene). Quella sera pioveva, pioveva tanto, e faceva un freddo polare a Roma. Arrivammo allo stadio zuppi di pioggia e con la consapevolezza che la Lazio non vinceva da 12 anni contro il Milan, in casa. Al Raddoppio di Rocchi non si è capito più niente, ci siamo ritrovati dispersi nella Curva Nord, zuppi d’acqua e sudore a cantare a squarciagola fino alla fine della partita. Il giorno dopo, 4 su 5 avevano la febbre a 40. Altri splendidi ricordi sono legati alla prima partita allo Stadio Olimpico, proprio contro l’Empoli 3 – 3 e nel preliminare contro il Bayern Leverkusen dopo 10 anni. Il ricordo più brutto è sicuramente quello della partita contro l’Inter dello scorso anno dove, in pratica, rischiammo di perdere la Champion’s League. Ricordo che uno dei miei amici cominciò addirittura a piangere. Ma non è da meno la partita contro l’Atletico Madrid di Falcao, dove entrammo allo stadio a 5 minuti dall’inizio mentre Klose siglava il vantaggio, ed uscimmo dopo 30 minuti mentre l’Atletico ci surclassava 4-1 sotto una pioggia scrosciante. Fu l’unica volta in cui abbandonammo lo stadio prima del fischio finale.
4. Ultimamente la squadra è allo sbaraglio, di chi pensa sia la colpa? E’ da attribuire a mister Pioli o alla squadra?
Credo che non esiste qualcuno a cui attribuire una colpa in questo caso, esiste la possibilità che squadra e allenatore abbiano perso quella coesione che prima li rendeva forti. Io credo che i calciatori siano giustamente provati dall’esperienza Champion’s League e il fatto di essere stati sconfitti e di non aver avuto la possibilità di giocarla li abbia abbattuti tutti, allenatore compreso. A volte dimentichiamo che i calciatori e gli allenatori sono degli esseri umani, e vivono di tensioni e ansie come tutti noi, questo però non deve impedire ad un gruppo di essere tale, e di unirsi quando ce n’è bisogno. Certo, è innegabile che l’allenatore abbia il compito di tenere il gruppo unito, ma la frittata è stata fatta il giorni in cui è scoccato il 90′ in Germania. Ora, credo che Lotito e Tare non possano far altro che prendere dei seri provvedimenti in riguardo, perché un gruppo composto con metà dei titolari delle migliori Nazionali del mondo, non può fare un filotto di 4 partite raccogliendo solo 1 punto. Il lavoro che devono fare è più psicologico che economico, la squadra c’è e deve ricostituirsi, questo secondo me basta. Se poi i risultati continuano a tardare ad arrivare, allora non si potrà far altro che abbandonare la gestione Pioli, e a quel punto sarà compito del presidente donare alla Lazio qualcuno in grado di guidarla verso le posizioni che merita.
5. Dopo il terzo posto, finale di Coppa Italia e Super Coppa Italiana, preliminare di Champions (tralasciando che non sono andati a buon fine, purtroppo), cosa si aspetta, quest’anno, dalla squadra biancoceleste? E nel caso di esonero di Pioli, chi potrebbe sostituirlo?
Personalmente, credo che la Lazio di quest’anno non possa ambire a più di un 5°/6° posto, e lo dico con una rabbia e un’amarezza che deriva proprio dalla consapevolezza che la squadra in realtà non sia in grado, in breve tempo, di salire la china. Quest’anno ci sono squadre meglio attrezzate e meglio disposte psicologicamente, che daranno del filo da torcere a chiunque. Il Napoli, la Fiorentina, l’Inter e la Roma sono le principali contendenti del titolo di campione d’Italia, ognuna con i suoi pregi e i suoi difetti. Il peccato, quello vero, è che la Lazio di quest’anno non sarà li a giocarsela con il resto, pur avendo tutte le carte in regola e le potenzialità per farlo. Se Pioli verrà esonerato, come credo che accada visto che attualmente l’Empoli gioca un calcio migliore del nostro, io credo che l’unico allenatore idoneo a guidarci sarebbe Mazzarri. Questo perchè Walter è un motivatore e un gran lavoratore, inoltre, giocherebbe con un modello di rosa molto simile al Napoli che ha fatto benissimo in campionato e in Europa. Ali veloci accompagnati da centrocampisti tenaci e dal piede buono che sanno muoversi sugli inserimenti senza palla. Mazzarri però percepisce uno stipendio astronomico per le casse della nostra squadra e dubito che desideri avvicinarsi ad un club che non ha la possibilità di tenersi i propri gioielli solo perché non riesce ad abbattere il tetto di ingaggi di mezzo milione di euro.

Grazie a Claudio e Francesco per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.