Dal pasticcio napoletano al tabù sfatato: due facce della stessa Lazio


Benedetto turno infrasettimanale.
Mai come stavolta la possibilità di rigiocare nuovamente in campionato al mercoledì è servita al popolo laziale per risollevarsi.
La banda Pioli aveva da farsi perdonare la brutta debacle di Napoli e, in parte, c’è riuscita, sfatando finalmente il tabù Genoa dopo quattro anni di sole sconfitte.

Contro il Grifone si sono riviste le giocate di Felipe Anderson, la voglia di Milinkovic-Savic e l’incisività sotto porta di Djordjevic (al rientro dopo il lungo infortunio patito il 26 luglio scorso in amichevole contro il Sigma Olomouc). Risultato? 2-0 per la Lazio e fantasmi rossoblu ricacciati in Liguria con zero punti in saccoccia, come non accadeva dall’ormai lontano 2011 (14 maggio, finì 4-2 per i biancocelesti).

Certo, però, non si può archiviare così facilmente la terribile batosta subita al San Paolo appena quattro giorni fa; un 5-0 che continua a far male e che potrà essere cancellato soltanto inanellando una serie di prestazioni convincenti, a partire dalla prossima trasferta.

Domenica, infatti, si tornerà a Verona per affrontare l’Hellas, proprio nel Bentegodi già teatro di un’altra brutta caduta stagionale dei capitolini: alla seconda di campionato, dopo il durissimo colpo subito a Leverkusen, nel playoff di Champions, la Lazio crollò sotto i colpi di un Chievo in stato di grazia che ne fece addirittura quattro a Candreva e compagni.

Stavolta, tifosi, tecnico, giocatori e società si augurano un risultato molto diverso contro una squadra in grossa difficoltà in termini di risultati e condizione (basti pensare alla contemporanea perdita per infortunio di Toni e Pazzini), ma non bisogna dimenticare che anche i biancocelesti potrebbero presentarsi in Veneto con molte assenze importanti (da valutare Biglia, Matri e Konko, mentre non saranno sicuramente della partita De Vrij, Candreva e Klose).

In più, resta appunto da risolvere la questione legata ai punti in trasferta, dove, in campionato, la Lazio non ha ancora raccolto punti (diversa la situazione in Europa League, con la prestazione più che convincente di Dnipropetrovsk rovinata soltanto nel finale dal pareggio beffardo di Seleznyov).
Ed è su questo che Pioli lavorerà molto nella seconda fase del ritiro iniziata questa mattina, nella speranza che la ricerca di compattezza e il lavorare sodo a stretto contatto portino gli stessi risultati ottenuti nel match col Genoa di ieri sera (se non migliori!).

Perché prima di ritrovare brillantezza per tutti i 90 minuti e di incantare il pubblico come nella passata stagione, visti i tanti impegni ravvicinati, al momento, è prima di tutto importante conquistare più punti possibili in questi tre match che precedono la seconda sosta di campionato (da non sottovalutare l’impegno casalingo del 1° ottobre con i francesi del Saint-Etienne, all’Olimpico di Roma: con una vittoria si darebbe un segnale importante al girone in vista della doppia sfida col Rosenborg, teoricamente la squadra più debole del raggruppamento).
Poi, una volta ritrovati tutti gli uomini a disposizione (sperando che non si allunghino i tempi per alcuni e che non nascano nuovi problemi per altri giocatori), si potrà pensare di tornare a lottare ad armi pari con chiunque!

Anche perché a quel punto nemmeno il tecnico avrà più attenuanti: un primo periodo di adattamento e ricostruzione dopo un obiettivo così grosso fallito (come la Champions), ad un allenatore comunque poco esperto dal punto di vista del doppio impegno settimanale (prima di arrivare a Roma gli era capitato solo con un Parma senza grosse ambizioni), va concesso; passato questo, bisognerà farsi trovare pronti per essere in grado di ripetersi e tornare ad essere una realtà importante del calcio italiano, dentro e fuori dal campionato nazionale. Per non restare soltanto la sorpresa della stagione 2014-2015…

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Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.