Concreti e compatti per la Champions: delusioni alle spalle, ora viene il difficile


Stavolta la Cina non ha portato fortuna.
Mentre 6 anni fa la trasferta di Pechino valse la Supercoppa contro l’Inter che di lì ad un anno avrebbe realizzato uno storico Triplete, stavolta Shanghai non è stata altrettanto propizia.
Contro la Juventus, infatti, è arrivata una sconfitta abbastanza meritata, in un match scialbo e ben lontano dall’agonismo che avrebbe dovuto caratterizzare una finale con in palio un trofeo nazionale (sebbene si trattasse del meno prestigioso di tutti, disputato per lo più in una data decisamente precoce rispetto alla fase calda della stagione).

I ritmi bassi, il campo inadeguato e le forti raffiche di vento, alla lunga, hanno premiato i più concreti che, tra le altre cose, hanno visto brillare, in occasione delle due reti, proprio i due acquisti più importanti di questa sessione estiva di mercato.
Da questa coincidenza (?), dunque, risulta ancora più evidente il distacco tra le campagne acquisti delle due società, con i nuovi arrivati in casa Lazio a svolgere principalmente il ruolo di spettatori non paganti, partecipando in maniera decisamente meno incisiva rispetto ai dirimpettai. Basti pensare, infatti, che i neo-biancocelesti Hoedt, Patric e Milinkovic-Savic non sono neanche scesi in campo (il serbo, a differenza dei primi due, è però giustificato dai soli due allenamenti svolti con i compagni), mentre il talento degli altri giovani innesti Morrison e Kishna si è visto soltanto per pochi minuti, nel finale, quando Pioli li ha mandati in campo al posto di Felipe Anderson e Cataldi per dare nuova linfa all’attacco laziale, seppur col risultato già compromesso.

Fase offensiva che ha lasciato comunque molto a desiderare per tutti i 90 minuti, tanto che Buffon può dirsi inoperoso, mentre quella difensiva ha mostrato almeno tre errori clamorosi in occasione dei due goal e di una palla d’oro capitata sui piedi di Mandzukic (salvataggio miracoloso di Marchetti in uscita a tu per tu col croato) poco prima che l’ex Bayern e Atletico potesse realizzare l’1-0 sovrastando il mal posizionato De Vrij (sul 2-0 di Dybala, invece, a sbagliare è tutta la squadra, che si fa trovare impreparata sulla sinistra e poi di nuovo a destra nel momento in cui l’azione viene ribaltata).

Insomma, in vista del doppio confronto nel playoff di Champions con il Bayer Leverkusen (18 e 26 agosto), Pioli avrà molto su cui lavorare: sembra al momento molto distante, infatti, la Lazio attenta, dinamica ed iper-offensiva che incantava sui campi di tutt’Italia nella scorsa stagione.

D’altra parte, però, bisogna sempre ricordare che la carente forma fisica messa in mostra sabato dai biancocelesti potrebbe anche essere un espressione abbastanza naturale del duro lavoro fatto tra ritiro ed amichevoli nella prima fase di preparazione della stagione (non ci si poteva certo aspettare di vedere dei giocatori già brillanti l’8 agosto!), così come la mancanza di un’adeguata cattiveria agonistica potrebbe essere semplicemente frutto di una scarsa attenzione dedicata alla Supercoppa in un’estate il cui picco sarà raggiunto nella settimana che vedrà la Lazio giocarsi l’accesso alla Champions e la prima giornata di Serie A (in campionato, si parte sabato 22, all’Olimpico, contro il Bologna). Diverso (e grave) sarebbe il discorso se, invece, gli errori e le difficoltà di Shangai si rivelassero frutto di una preparazione sbagliata mista a mancanza di fiducia derivante dall’incredibile serie di sconfitte accumulate dalla banda Pioli tra amichevoli e Supercoppa (in pratica tutte, tranne le prime due contro una squadra di seconda categoria veneta ed una rappresentativa cadorina).
In tal caso, in vista del playoff ci sarebbe davvero tanto di cui preoccuparsi.

Fanno un po’ paura, infine, i tanti discorsi aperti in chiave mercato e spogliatoio che rischiano di minare la tranquillità di un gruppo che è stato la vera e propria forza di questa squadra nella scorsa stagione: dai presunti scontenti Keita (scarso minutaggio) e Candreva (fascia da capitano mancata), ai dubbi del e sul neo-capitano Biglia (a molti non sono piaciute le sue dichiarazioni sibilline sulla permanenza alla Lazio rilasciate proprio prima della Supercoppa), passando per le dichiarazioni di Klose (“dobbiamo ritrovare la compattezza del gruppo“) e Pioli (in cerca forse di troppe scuse per lasciar tranquilli i suoi in quest’estate infuocata, mentre lo scorso anno c’aveva abituato a grande sincerità nelle sconfitte come nelle vittorie) che hanno fatto preoccupare non poco la tifoseria.

Nonostante tutto, però, adesso, l’attenzione dovrà essere rivolta unicamente al Leverkusen ed all’andata del playoff prevista tra sette giorni: in quest’incontro (ed in quello di ritorno) la Lazio si giocherà un bella fetta (sportiva ed economica) della sua stagione e del suo futuro ed avrà quindi bisogno di tranquillità, concentrazione e capacità per potersi imporre sugli organizzatissimi tedeschi.
Al condottiero Pioli l’arduo compito; nei suoi ragazzi ed in quel gruppo fantastico dello scorso anno le speranze dei tifosi biancocelesti di tornare in Europa dalla porta principale.

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Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.