Chievo vs Lazio – 2 dicembre 2018




Dopo la parentesi dell’Europa League, domenica la Lazio va Verona, per affrontare il Chievo in un match da vincere per continuare a restare in alto. Ecco l’analisi sull’avversario di turno.

birsa

L’ANALISI

1 punto dopo 14 giornate, frutto di 4 raccolti sul campo e i 3 di penalizzazione per la vicenda sulle plusvalenze fittizie che in estate ha messo in pericolo la massima serie dei clivensi: questo è il ruolino con cui si presenta il Chievo domenica allo scontro con la Lazio. Massima serie che è adesso più che in pericolo, vista la classifica deficitaria e il -11 dalla zona-salvezza. Già tre i cambi di allenatore: dopo l’esonero di D’Anna, è arrivato il breve interregno di Ventura, finito dopo 4 partite con delle incredibili dimissioni (in ritardo di 12 mesi…) a margine del primo punto raccolto col Bologna. Adesso è arrivato Mimmo Di Carlo i cui frutti sono stati subito raccolti dopo la prima partita: un insperato 0-0 a Napoli, risultato prestigioso a coronamento di una prestazione sicuramente sofferta (poteva essere diversamente?!) ma anche gagliarda e ricca di spunti. “Il pullman dentro l’area di rigore” e la fisicità dei clivensi hanno strappato un punto prezioso al “San Paolo”. Una squadra rivitalizzata, dunque, di sicuro spessore visto che l’ossatura è la stessa delle tante salvezze acquisite negli anni scorsi. Forse era la penalizzazione a bloccare anche psicologicamente i clivensi, che appena eliminato il segno “meno” hanno imposto un pari al Napoli. E vorranno sicuramente continuare nella striscia positiva contro la Lazio: una squadra disperata comporta cose disperate. I biancocelesti dovranno stare molto attenti, perché non si troveranno di fronte una squadra materasso, tutt’altro. Sicuramente ci sarà da lottare, battagliare su tutti i palloni, anche fisicamente, e solo con la qualità e il maggior tasso tecnico si può venire a capo della gara. I 4 pareggi vedono vittime “illustri”: oltre al pareggio di Napoli, è arrivato un 2-2 anche contro la Roma, in rimonta. Con Olsen che compie un miracolo su Giaccherini in pieno recupero… Avesse segnato il 2-3, la stagione sarebbe potuta girare diversamente. Gli altri due punti sono stati raccolti contro Empoli e Bologna. Di certo sono lontani gli anni della favola dei “Mussi volanti”, in cui il Chievo, appena sbarcato in A, si qualificava per le coppe Europee tutti gli anni, frutto dei “miracoli” della squadra di Delneri. Quest’anno servirà un altro tipo di miracolo per vedere anche l’anno prossimo la squadra giocare in A. Da Sorrentino a Stepinski, passando per Birsa e Giaccherini la qualità non manca.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra clivense sono nettamente favorevoli agli ospiti, contrariamente a quanto succede nelle sfide casalinghe (il Chievo è una vera e propria bestia nera all’Olimpico). Solo 2 i successi clivensi, con 9 vittorie laziali e 5 pareggi. Per ben sette anni consecutivi,  dal 2006 al 2014 (un anno il Chievo è stato in B) la Lazio ha vinto sistematicamente al “Bentegodi” contro i padroni di casa. Anche l’anno scorso finì in gloria, con il gol di Milinkovic-Savic sul finale (1-2) a spezzare l’equilibrio e regalare la prima vittoria ad Inzaghi in una stagione intensissima e ricca di soddisfazioni soprattutto in trasferta. La Lazio non vinceva dal 2014 (0-2) in terra veronese. Il pareggio manca da due stagioni fa, 1-1 il finale. Le uniche due affermazioni clivensi sono arrivate nel primissimo confronto nel 2002 (3-1), e il clamoroso 4-0 con cui il Chievo asfaltò la Lazio di Pioli alla seconda giornata della stagione 2015-16.

LA STELLA

Di qualità la rosa gialloblu ne ha da vendere: l’evergreen Sorrentino (spesso tra i migliori in campo), una difesa e un centrocampo composto da calciatori esperti, molto fisici e duri da superare, seppur trattandosi di gregari, e infine una fantasia data da Birsa, Giaccherini e il giovane Stepinski (su cui però c’è l’ombra del sempre-eterno Pellissier) in avanti. I giocatori più tecnici restano i due fantasisti, noi scegliamo l’ex Milan, essendo anche più sicuro di scendere dal 1′, mentre l’ex Napoli e Bologna viene da un infortunio.

GLI EX

L’ex della sfida sarà Filip Djordjevic, in maglia biancoceleste dal 2014 al 2018, anche se l’anno scorso era un fuori rosa. Quindi la sua reale esperienza con la Lazio si è chiusa nel 2017. Arrivato come il nuovo attaccante, è stato protagonista di un ottimo avvio, coronato da 7 gol, tra cui una tripletta al Palermo. Poi però è la sfortuna a mettersi di traverso, quando s’infortuna gravemente nella sfida con il Milan a gennaio 2015. Dopo di allora non sarà mai più lo stesso. Ma in tempo per far parte della squadra che raggiunse il terzo posto in quell’annata, segnando anche un inutile gol nel derby perso 1-2 alla penultima giornata, preludio della gara di Napoli (2-4 nell’epico spareggio-Champions). Klose pian piano gli tolse il posto, sfruttando anche ovviamente l’infortunio del serbo. Dopo di allora è sempre stato un oggetto misterioso, di cui si ricordano più gli infortuni o i gol falliti che quelli realizzati. Non che con i clivensi le cose vadano meglio. C’è anche un altro ex, anche se non ha mai esordito con la maglia biancoceleste, ma ha giocato solo nelle giovanili: il portiere Stefano Sorrentino. In maglia laziale Francesco Acerbi è stato per un periodo al Chievo.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Di Carlo dovrà rinunciare a Jaroszynski, Pucciarelli e Tomovic. Punterà sul 4-3-1-2, già visto contro il Napoli. Davanti a Sorrentino è probabile il rilancio di Cacciatore al posto di Depaoli. Con lui Bani, Rossettini e Barba. A centrocampo Obi, Radovanovic ed Hetemaj con il primo che parte davanti rispetto Rigoni. Birsa sarà il trequartista alle spalle di due tra Stepinski, Meggiorni e Capitan Pellissier (la bandiera clivense: dal 2002 in maglia gialloblu, prossimo ai 40 anni). Spera anche Giaccherini che è sulla via del recupero.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!