Caicedo show, la Lazio riparte e torna a sperare nell’Europa




Sampdoria-Lazio 1-2

Dopo lo scivolone contro il Chievo, 1 punto guadagnato (contro il Sassuolo) in quattro gare (KO con SPAL, Milan e clivensi) oltre al recupero sull’Udinese avvenuto “fuori calendario” e la magnifica vittoria di Milano che ha spalancato le porte alla finale di Coppa Italia, in una gara perfetta, tutti si chiedevano quale Lazio oggi si sarebbe vista a Genova contro la Sampdoria. Se quella scintillante di Milano, del derby, di Marsiglia e anche contro la Juventus (per quanto sfortunata) oppure la sua cugina brutta, quella di Ferrara, del Sassuolo e del Chievo. La risposta probabilmente è a metà, ma sicuramente si avvicina più alla prima che alla seconda. Un grandissimo primo tempo, a fronte di una ripresa (l’ennesima) non al massimo, hanno determinato l’1-2 finale, il terzo 1-2 consecutivo in un Sampdoria-Lazio. E’ da tre anni, compreso oggi, che questa sfida termina con questo punteggio a favore dei biancocelesti a “Marassi”. Va benissimo così, se arrivano i tre punti. E’ Caicedo formato maxi l’uomo copertina. In classifica si rilanciano le speranze d’Europa, la Champions è ancora lontanissima, ma il lumicino c’è ancora, con una classifica cortissima in cui può succedere ancora di tutto, seppure il posto occupato attualmente resta l’ottavo. Domenica prossima Lazio-Atalanta, un preview di quello che accadrà in finale di Coppa Italia dieci giorni dopo, dirà tanto in ottica Europa.

Giampaolo si gioca le ultime chance di Europa League con il classico 4-3-1-2, sostituendo l’infortunato Andersen con Alex Ferrari, per il resto in campo il solito undici. Inzaghi rilancia Wallace, Cataldi e Parolo, rinuncia ad Immobile in avanti con la coppia Correa-Caicedo e finalmente si convince a confermare Romulo sulla fascia. Biancocelesti in vantaggio subito, dopo 2′, al primo affondo con Caicedo che a centrocampo sull’out destro strappa la palla ad un ingenuo Colley e si invola verso la porta, resiste al ritorno del centrale blucerchiato e appena in area supera Audero in uscita. E’ la rete del vantaggio, il settimo centro per l’ecuadoriano in campionato, davvero in un momento di forma strepitoso. E poco dopo arriverà l’ottavo. Prima lo sfiora con un colpo di testa che termina fuori, facendo le prove generali per il 19′, quando con una magistrale azione di contropiede (un’altra dopo quella della rete di Milano) la palla arriva a Correa che sulla trequarti allarga per Romulo sulla fascia destra. Cross perfetto per Caicedo che stacca e batte Audero per la seconda volta. La Sampdoria è in netta difficoltà e i biancocelesti provano ad insistere. Ancora un azione di contropiede sull’asse Correa-Caicedo, con quest’ultimo che va vicino alla tripletta, sventata con un salvataggio alla disperata di un difensore doriano. La prima vera chance per i padroni di casa è una punizione di Ramirez calciata alla grande, ma Strakosha non si lascia sorprendere. Quagliarella prova il tiro, poi non arriva di poco su un cross dalla sinistra, ma è poca roba. Prima degli spogliatoi un’altra svolta, sempre a favore della Lazio, con l’espulsione di Ramirez per doppio giallo.

Al rientro dagli spogliatoi la Lazio prova a chiuderla subito, fa possesso e controllo palla, con la Sampdoria che quando può prova a ripartire, scoprendosi però agli inevitabili contropiedi laziali. Su uno di questi Romulo coglie il palo. Secondo le teorie di Inzaghi una squadra in dieci non può giocare alla pari una gara in serie A, finendo per perdere anche contro chi è nettamente inferiore. Questa almeno è la sua versione alla sconfitta contro il Chievo di settimana scorsa. Peccato che proprio oggi arrivi la smentita di questa opinabile teoria proprio dalla Sampdoria: il tempo giocato in superiorità numerica, di fatto, terminerà 1-0 a favore dei doriani. Errore di Acerbi, Quagliarella non perdona e partita riaperta. Ecco la scossa che chiedeva Giampaolo e tutto “Marassi“. E la Lazio inizia a soffrire, forse pagando anche la stanchezza della gara di mercoledì, alla faccia dell’uomo in più. Murru coglie un incredibile palo e sulla respinta la palla carambola su Strakosha: 9 volte su 10 termina in rete, invece la sorte quest’oggi è dalla parte dei capitolini con la sfera che termina fuori. Ma che pericolo! Una squadra in superiorità numerica rischia di subirne due da una squadra in dieci uomini in pochi minuti. Alla Lazio non resta che fare possesso palla, provando ad addormentare il gioco e tutto sommato ci riesce, ma quando i doriani ripartono sono dolori. Entrano Immobile, Marusic e Badelj e proprio l’attaccante spacca la traversa su calcio di punizione al limite dell’area (con sospetto di contatto su Cataldi sulla linea e quindi in area). Biancocelesti sfortunati, così come lo sarà Correa, ex di giornata, a pochi secondi dal termine su un’altra ripartenza di Immobile. Ma è dopo la traversa di quest’ultimo che arriva la seconda, e per fortuna ultima, grande chance per i blucerchiati di pervenire al pareggio: Defrel viene pescato tutto solo in area di rigore ma fortunatamente, da zero metri, spara sul fondo. E’ sofferenza fino al 94′ ma alla fine si brinda ai tre punti.

IL TABELLINO
SAMPDORIA-LAZIO 1-2

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Sala (82′ Gabbiadini), Ferrari, Colley (16′ Tonelli), Murru; Praet, Ekdal, Linetty (46′ Jankto); Ramirez; Defrel, Quagliarella. A disp: Rafel, Belec, Bereszyinski, Tavares, Barreto, Vieira, Saponara, Caprari, Sau. All.: Marco Giampaolo

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace, Acerbi, Bastos; Romulo (68′ Marusic), Parolo, Leiva, Cataldi (77′ Badelj), Lulic; Caicedo (63′ Immobile), Correa. A disp: Proto, Guerrieri, Patric, Luiz Felipe, Armini, Zitelli, Marusic, Jordao, Neto. All.: Simone Inzaghi

ARBITRO: Fabio Maresca (Napoli)

MARCATORI: 3′, 19′ Caicedo (L), 57′ Quagliarella (S)

NOTE. Ammoniti: Ferrari, Ramirez, Tonelli, Murru, Sala (S) Acerbi, Wallace, Lulic (L). Espulso: al 45′ Ramirez (S). Recupero: 2′ pt, 4′ st

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!