Cagliari vs Lazio – 11 maggio 2019




Terzultima tappa di una stagione che sta prendendo pieghe nefaste e con tanti rimpianti, almeno in campionato. Prima della finale di Coppa Italia la Lazio andrà a Cagliari e la forte paura di una gara, l’ennesima, presa sottogamba, è dietro l’angolo. Si annuncia una Lazio imbottita di seconde linee e con una dose di massiccio turnover e ciò è un peccato, perché in campionato è perseguibile ancora l’obiettivo (almeno) settimo posto per entrare in Europa e restare aggrappati al Torino, con lo scontro diretto all’ultima giornata. Perché se la finale dovesse andare male, almeno si potrebbe guardare al salvagente europeo in campionato… Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

La squadra di Rolando Maran ha due ruolini di marcia diversi in una singola stagione. In casa è da piena zona-Europa, dove sono arrivate solo soddisfazioni battendo anche grandi tipo l’Inter o presunte tali come la Fiorentina, o pareggi con Milan e Roma (contro quest’ultima in 9 vs 11 sotto 0-2 all’85’), solo 3 sconfitte collezionate con Juventus, Napoli e Atalanta. In trasferta, invece, i sardi sono da piena zona retrocessione, con solo due vittorie (contro Atalanta ad inizio stagione, quando la Dea veniva dal contraccolpo psicologico per l’uscita dai play-off di Europa League, e il Chievo ormai retrocesso) e gli ultimi due insuccessi nelle ultime due gare contro Roma (3-0 senza appelli) e Napoli (2-1 sfortunato, subito in rimonta negli ultimi minuti, con il rigore dubbio che tanto ha fatto infuriare la società cagliaritana). Ma non è la versione in trasferta che ci riguarda. Purtroppo. E’ quella casalinga, un vero e proprio spauracchio, tanto più per come ci arriva la squadra sarda. Con tanta rabbia dopo la delusione immeritata partenopea, e una voglia di punti non secondaria. Voglia di riscattarsi dopo il torto subito,  con la conseguenza della squalifica di Ionita, voglia di arrivare alla salvezza matematica dopo i 40 punti messi in cascina (manca un punto, proprio a testimoniare quanto il torto subito settimana scorsa non sia stata una buona notizia per la Lazio) e voglia di continuare a scalare la classifica, sognando quel decimo posto tanto ambito. Per una squadra sempre difficile da affrontare sul terreno amico. La forza di Maran, una sicurezza in termini di salvezze tranquille, sin dai tempi di Catania e Chievo, è dato dal 4-3-1-2, con il centrocampo a rombo peculiarità della formazione rossoblu con la variante del doppio trequartista alle spalle di Pavoletti, il bomber della squadra e spesso decisivo di testa. Oltre alla verticalizzazioni e ai colpi funambolici di Joao Pedro, un altro schema preferito sono i cross in area dalle fasce, con il gioco aereo specialità della casa. Il Cagliari è, insieme ad Atalanta e SPAL, la squadra ad aver fatto più gol di testa.

I PRECEDENTI

C’è equilibrio nei precedenti in terra sarda, con 10 vittorie casalinghe, 11 pareggi e 11 affermazioni ospiti. Nelle ultime due sfide è sempre uscito il segno “X”, scialbo 0-0 nel marzo 2017, 2-2 l’anno scorso con l’incredibile gol di tacco di Immobile all’ultimo respiro dopo una gara combattuta e segnata anche da qualche svista arbitrale di troppo pro-Cagliari con il VAR protagonista. L’ultima vittoria biancocelese risale all’aprile 2015, quando, nel sabato di Pasqua, la compagine di Pioli vinse 1-3 con i gol di Klose, Biglia su rigore (ne sbagliò anche un altro) e Parolo. Inutile la rete del momentaneo pari di Sau. L’ultima affermazione casalinga è del maggio 2013, 1-0, nell’ultima gara di campionato che però non si giocò nel capoluogo sardo ma a Trieste, a causa dell’indisponibilità del Sant’Elia. La settimana dopo arrivò la vittoria della Coppa Italia nella finale del 26 maggio. Corsi e ricorsi… L’ultima sconfitta a Cagliari risale al 2010-11 (1-0).

LA STELLA E GLI EX

Il Cagliari ha giocatori di talento, un mix di giovani ed esperti. Tra i primi ci sono sicuramente Cragno e Barella, futuro del calcio italiano in porta e a centrocampo, presto li vedremo in qualche big. Davanti Pavoletti è micidiale, ma il giocatore più decisivo è probabilmente il fantasista Joao Pedro, trequartista brasiliano, capace di giocare in più ruoli dal centrocampo in su. Anche da seconda punta. Non ci sono ex.

L’ANDATA

All’andata la gara terminò 3-1, con una vittoria tutto sommato facile che vide la Lazio tornare alla vittoria, nella gara pre-Natale, dopo un mese e mezzo. Si sbloccò Milinkovic e poco dopo tra primo e secondo tempo arrivarono le firme di Acerbi e Lulic. In pieno recupero un discutibile rigore concesso dal VAR, portò alla realizzazione Joao Pedro. Fu la gara della svolta con il passaggio al 3-4-2-1 o alla retrocessione di Luis Alberto sulla linea mediana, in base a come la si vuole vedere questa innovazione tattica di Inzaghi che per qualche mese ha dato i suoi frutti.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Maran deve ovviare all’assenza dello squalificato Ionita e degli infortunati Ceppitelli e  Faragò, ha ancora qualche dubbio. Anche di modulo. In porta Cragno, centrali Pisacane e Romagna, sulle fasce Cacciatore e l’ex Roma Luca Pellegrini partono in avanti rispetto Srna e Lykogiannis. A centrocampo Cigarini in regia con ai suoi lati Deiola (sostituto di Ionita) e Barella. Sulla trequarti sicuro del posto Joao Pedro e in avanti Pavoletti. Per l’altra maglia ballottaggio Birsa-Padoin. Con il primo in campo, spazio al 4-3-2-1, con il secondo Barella avanzerebbe sulla trequarti con probabile spostamento di Joao Pedro in attacco.
(4-3-2-1): Cragno; Cacciatore, Pisacane, Romagna, Luca Pellegrini; Deiola, Cigarini, Barella; Joao Pedro, Birsa; Pavoletti.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!