Brescia vs Lazio – 5 gennaio 2020




Riparte il campionato con il nuovo anno, una Supercoppa in più in bacheca e una striscia di otto successi consecutivi da riprendere. Si riparte da Brescia e si dovrà farlo senza Leiva e Luis Alberto. Analizziamo l’avversario di turno.

balotelli

L’ANALISI

Il Brescia si è riaffacciato in serie A dopo otto anni di assenza, grazie alla promozione arrivata nell’ultima annata di B. La nuova categoria è stata un misto di gioie e delusioni, iniziata sotto i migliori auspici (vittorie a Cagliari e Udine) e trasformatosi presto in gran illusione. Quella della facile salvezza. Sono iniziati una serie di problemi e sconfitte consecutive che hanno portato Corini all’esonero (il presidente Cellino è conosciuto per la sua fama di mangia-allenatori), prima di essere richiamato dopo che sotto la gestione Grosso erano arrivati 0 punti, una caterva di gol subiti, un caso Balotelli finito fuori dai convocati per un paio di partite dopo un diverbio con il tecnico, un ultimo posto che sembrava irrimediabile, e una piazza in subbuglio, non capacitata dell’esonero dell’artefice della promozione. Richiamato a furor di popolo, i risultati gli hanno dato ragione: 7 punti in quattro gare, frutto di due vittorie, un pari e una sconfitta. La salvezza è di nuovo lì ad un passo, a -1, e l’ultimo posto è adesso lontano 3 lunghezze. A dire il vero l’ultima gara prima della sosta poteva regalare un Natale in zona salvezza ai lombardi, ma il gol di Grassi allo scadere della trasferta di Parma, ha tolto a Balotelli e compagni due punti pesantissimi. Che cercheranno di riconquistare domenica. In casa, lì dove la prima vittoria è arrivata solo con il Lecce a metà dicembre. Un ruolino fatto di 1 vittoria, 1 pareggio e 6 sconfitte al “Rigamonti”. Ma la fiducia riconquistata grazie alle ultime prestazioni, la forma e la forza della disperazione di aggrapparsi a quel sogno chiamato serie A dovranno essere un monito per una Lazio che arriverà a Brescia senza Leiva e Luis Alberto, con una striscia di 8 successi consecutivi in serie A, a -1 dal record di sempre stabilito nella stagione 1998-99. Con una vittoria, sarebbe eguagliato. Il momento è di quelli importanti, ma assenze, l’incognita della pausa, una forma strepitosa e l’entusiasmo che può solo calare una volta raggiunto l’apice, sono da temere almeno quanto la forza delle rondinelle. Anche un pareggio, a questo punto, sarebbe visto come una mezza sconfitta. Il Brescia, che fin qui in casa ha perso con Inter e Juve di misura e ben figurando, ha nell’ossatura di squadra il proprio punto di forza. Il gruppo è lo stesso della promozione, integrato con calciatori esperti e di categoria come Balotelli. Si può salvare a patto di crederci e non smontare il giocattolo, Tonali su tutti. La classica partita-trappola in cui non cadere.

I PRECEDENTI

Brescia-Lazio è una partita che porta alla mente i primi anni 2000, quando questa sfida era un must in serie A. Un derby biancoceleste. In totale nel capoluogo lombardo si contano 13 vittorie casalinghe, 7 pareggi e 6 blitz capitolini. Se si contano che due di questi ultimi sono nei due incontri più recenti, viene facile pensare che la trasferta bresciana, al pari di quella con i “cugini” bergamaschi, è da sempre stata ostica alla Lazio. L’ultimo precedente, dunque, risale al febbraio 2011: finì 0-2 con le reti del “Tata” Gonzalez e Kozak, entrambe di testa. Anche il penultimo match terminò con lo stesso risultato, nel settembre 2004, gara in cui Rocchi trovò il suo primo gol (di 105, al pari di Immobile) in biancoceleste. La vittoria casalinga più recente risale al maggio 2004, era il Brescia di Baggio, che alle sue ultime gare prima dell’addio al calcio giocato, siglò il 2-1 insieme a Stefano Mauri, destinato a diventare una colonna laziale negli anni successivi. Il pareggio manca dal gennaio 2003, 1-1.

LA STELLA

Il Brescia ha tanti giocatori di qualità basta leggere la probabile formazione. Il più talentuoso? Sicuramente Sandro Tonali, gioiellino classe 2000, destinato a diventare un grande campione del calcio italiano. Paragonato per stile in campo e aspetto fisico a Pirlo, può emularlo. Ma sicuramente quello più decisivo è Mario Balotelli. SuperMario non ha bisogno di presentazioni, sempre sopra le righe, che lo si ami o lo si odi, in campo è letale. Tanto da spedire in panchina Alfredo Donnarumma, l’artefice della promozione bresciana.

GLI EX

Ci sono due ex. Il primo è Romulo, protagonista da gennaio a maggio dell’anno scorso con la Lazio. Periodo sufficiente per mettersi in mostra, guadagnarsi fiducia e simpatia da parte dei tifosi e addetti ai lavori, e vincere una Coppa Italia. Oltre ad una garanzia in campo che riusciva a dare. Un peccato non sia rimasto, ma è stato sacrificato sull’altare di Manuel Lazzari. Considerato il rendimento dell’ex SPAL e l’età avanzata dell’italo-brasiliano, la scelta si può condividere. Anche lui è rimasto molto legato ai biancocelesti, come si può notare dai post che ogni tanto compaiono sui suoi social. L’altro ex è Alessandro Matri, alla Lazio nel 2015-16 con 19 presenze e 4 gol. Di lui si ricorda la doppietta all’esordio contro l’Udinese.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Corini dovrà rinunciare al lungodegente Dessena e probabilmente anche a Donnarumma. Nel suo 4-3-1-2, davanti a Joronen linea difensiva composta da Sabelli, Chancellor, Cistana e uno tra Mateju e Martella. Bisoli, Tonali e l’ex Romulo a centrocampo, Spalek o Ndoj (non al meglio)sulla trequarti e tandem offensivo Balotelli-Torregrossa. Occhio alla variabile 3-5-2 con il centrale Magnani al posto del trequartista.
(4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Chancellor, Cistana, Mateju; Bisoli, Tonali, Romulo; Spalek; Balotelli, Torregrossa.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!