Bologna vs Lazio – 6 ottobre 2019




La Lazio dopo due vittorie consecutive casalinghe tra campionato e Coppa è alle prese con una nuova, insidiosissima trasferta, dove quest’anno sta trovando le maggiori difficoltà. Ad attenderlo c’è il Bologna, analizziamo l’avversario di turno.

FESTA DI STRADA GIU DAL PONTE

L’ANALISI

Sinisa Mihajlovic è il Bologna. Questa l’immagine principale se si pensa ai felsinei nell’ultimo anno, da quando a febbraio l’ex calciatore della Lazio, prese i felsinei al terzultimo posto in classifica, con soli 14 punti conquistati in 21 partite e il baratro della B ad un passo, e li condusse non solo alla salvezza ma addirittura al decimo posto finale, con una media punti da zona Europa nel girone di ritorno. L’ambizione è cresciuta in estate, con la squadra pronta a fare il salto di qualità e lottare davvero per l’Europa, come promesso allo stesso Mihajlovic per restare in rossoblu. Quando tutto sembra procedere in maniera idilliaca ecco una brutta notizia, che va al di là del calcio: siamo allo scorso 15 luglio e Sinisa Mihajlovic dichiara di doversi fermare perché ha una leucemia in stato avanzato. Il mondo del calcio è sotto choc, il tecnico è costretto a ricoverarsi ma da Bologna fanno sapere che resterà in panchina, seguirà dall’ospedale i suoi ragazzi, allenata in campo dal suo staff, e quando avrà terminato le cure sarà di nuovo in sella. Come nelle migliori favole l’inizio del Bologna è trionfale, e il suo condottiero riesce a tornare in panchina per i primi impegni, proprio come aveva promesso ai suoi uomini. 8 punti, zona alta e squadra imbattuta. Poi però il guerriero deve tornare a curarsi, per il secondo ciclo di terapie, e il club felsineo inizia a perdere colpi. Il primo KO arriva immeritatissimo al 93′ contro la Roma (1-2). Ne arriveranno altri, e adesso lo score parla di 1 punto nelle ultime 4 gare. Difficile pensare ad un Bologna arrendevole, non è nelle corde del suo condottiero, uno che ha guardato in faccia la guerra, e adesso la malattia, di sicuro non ha paura di osare in una partita di calcio! Lo conoscono bene i tifosi laziali, protagonista per tanti anni in biancoceleste, nell’epoca d’oro di Cragnotti, quella che portò allo scudetto. “Siate disperati” ripete Sinisa alla sua squadra, e la sensazione è che un’ulteriore sconfitta non è concessa. Ecco perché l’impegno di domenica si presenta come ostico, durissimo.  E il “Dall’Ara” con la sua spinta farà il resto. Ma Inzaghi ha una squadra tecnicamente superiore, se la Lazio farà la Lazio non c’è da avere paura, seppur trattandosi di una sfida sulla carta difficilissima. Di sicuro non sarà concesso regalare un tempo ai rivali o avere alti e bassi e più volti all’interno della gara: la Lazio dovrà essere Lazio, nella sua forma migliore. Da segnalare l’iniziativa dei tifosi: ci sarà un pellegrinaggio per pregare per Sinisa a cui parteciperanno sia bolognesi che laziali. L’invito a quest’ultimi di unirsi è arrivato direttamente da quelli felsinei. Ma come gioca il Bologna? Una squadra tutta grinta, che non molla mai, attua un grande pressing e sa sempre cosa fare, nel 4-2-3-1 in cui tanta qualità è data dai quattro giocatori offensivi. Verticalizzazioni, gioco sulle fasce, sfondamenti centrali o di fisico: il Bologna sa come attaccare.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra felsinea parlano di 34 vittorie casalinghe, 17 pareggi e 15 blitz laziali. A smentire questi numeri ci sono gli ultimi precedenti, con l’ultima vittoria felsinea risalente al febbraio 2011 (3-1), dopo di allora 3 pareggi e 4 vittorie biancocelesti, di cui le ultime tre consecutive. Inzaghi, infatti, ha sempre vinto al “Dall’Ara”: 0-2 nel marzo 2017, 1-2 nell’ottobre 2017 e 0-2 il 26 dicembre 2018. Quest’ultimo precedente, giocato nel “Boxing day”, passerà alla storia come la sfida tra gli Inzaghi, Filippo contro Simone, decisa da Luiz Felipe e il sigillo di Lulic nel finale, entrambi su sviluppi da corner. Nel corso degli anni sono da segnalare due vittorie storiche per i biancocelesti entrambe per 2-3: quella nell’anno dello scudetto, e l’altra nel 2010 partendo da uno svantaggio di 2-0. E’ terminato con una rimonta ospite anche l’ultimo pareggio, nel gennaio 2016 (2-2), con Candreva e ancora Lulic in rete. Proprio il capitano bosniaco è il grande protagonista di questa sfida, il suo campo preferito per distacco: ben 4 reti siglate (più un’autorete) e la prima in assoluto con la maglia capitolina nel 2011.

LA STELLA

La squadra felsinea fa del gruppo, lo spirito di squadra e la capacità di lottare il vero punto di forza e la propria stella. Che probabilmente risponde al nome di Sinisa Mihajlovic. Ma, se è pur vero che in campo ci vanno i calciatori, da segnalare ce ne sono vari: da Skorupski in porta a Sansone e Soriano in avanti, passando per Danilo, la sorpresa Tomiyasu e Medel a centrocampo. Il talento più da tenere d’occhio è sicuramente Riccardo Orsolini, ala, attaccante esterno o trequartista, abile ad inserirsi o a tiri dalla distanza.

GLI EX

Non ci sono ex in campo. L’unico è Sinisa Mihajlovic.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Si riparte dal 4-2-3-1, ma Tanjga e De Leo (i sostituti effettivi di Mihajlovic) dovranno ovviare all’assenza dello squalificato Soriano, oltre all’acciaccato Dijks sulla destra. Per il resto l’intera rosa è a disposizione. Per la sostituzione del terzino c’è Krejci in pole su Mbaye. Completeranno la retroguardia Danilo (al rientro), Denswil e Tomiyasu. Davanti la difesa Poli e Medel. L’attacco è ancora un rebus, a partire dal sostituto di Soriano: Dzemaili parte in pole su Svanberg e Skov Olsen. Con lui Orsolini e Sansone, mentre davanti Palacio è in pole ma Destro e Santander reclamano spazio.
(4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Krejci; Poli, Dzemaili; Orsolini, Dzemaili, Sansone; Palacio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!