Bologna vs Lazio – 17 gennaio 2016


Dopo aver festeggiato i 116 anni con una bella fiorentina, speriamo di proseguire nel migliore dei modi, magari con un bel ragù alla bolognese.

I protagonisti di questa settimana sono Corrado Burchi, il suo cuore è tutto per il Bologna, ed un napoletano, Luca Capoluongo, che ama la squadra biancoceleste.

Corrado, di origine bolognese, a 3 anni si è trasferito prima a Latina e poi a Roma dove, nel 1989, in occasione del 60° anniversario del Bologna F.C., ha fondato il Bologna Rossoblù Club Roma ’89 di cui è anche Presidente. E’ sempre stato un grande tifoso della squadra bolognese pur vivendo nella Capitale. Era presente allo Stadio Olimpico il 7 giugno 1964, il giorno della finale scudetto vinta contro la grande Inter. Il Club, inizialmente, contava una quarantina di soci fino ad arrivare, oggi, a contenerne un centinaio. Il 24 dicembre 2014 hanno festeggiato, con un memorabile pranzo a Trastevere, il 25° anniversario del Club che organizza spesso trasferte per sostenere i rossoblù quando gioca sia in casa che fuori. L’ultima sua trasferta (alla tenera età 86 anni) è stata, lo scorso anno, in occasione di Latina – Bologna: non poteva mancare di vedere il Bologna giocare nel “suo” Stadio, quello in cui giocava a pallone da ragazzo quando militava nelle giovanili del Latina.

Mentre Luca, 24 anni, studia violino al Conservatorio di Salerno e, oltre ad avere la passione, ovviamente, per la musica, adora andare a pesca e, appena può, va a rilassarsi con la speranza di abboccare qualche pesciolino. Adora andare al cinema ed è appassionato di pallacanestro.

 

CORRADO BURCHIBOLOGNA

  1. Come è nata la passione per il Bologna?
    Sono nato in provincia di Bologna ed in famiglia (ho tre figli, due maschi ed una femmina, due nipoti maschi ed una femmina), compresa la gatta, tutti rossoblù. Un terzo nipote è romanista, ma ottimo ‘simpatizzante’ del Bologna. I nostri globuli del sangue sono ROSSI e BLU. Essendo Fondatore e Presidente del “BOLOGNA ROSSOBLU CLUB ROMA ‘89”, la cui sede sociale è casa mia, spesso organizzo pizze e cene rossublù, molto vivaci, rumorose ed allegre. Anche a casa si evidenziano subito elementi rossoblù: il cancello d’ingresso ha la stecche una Rossa ed una Blu, nel giardino ci sono due pali, uno con il tricolore e l’altro con la bandiera del Bologna e sulla porta di casa è appesa una bandana del Bologna; il nostro motto è “sempre FORZA BOLOGNA sempre!!!” .
  2. Vivendo nella Capitale, come vive la rivalità con le tifoserie di Lazio e Roma?
    Non abbiamo mai avuto noie con i tifosi laziali e romanisti. Massimo rispetto reciproco, anche allo Stadio.famiglia_burchi
  3. Nel campionato 2014/2015, il Bologna è stato promosso in Serie A dopo i play-off, cosa si aspetta in questa stagione dai rossoblù?
    Almeno a metà classifica, per quest’anno; poi dovremo migliorare, perché il Bologna e la città meritano di più, molto di più!
  4. Qual è il ricordo più bello ed emozionante legato ad una partita visto allo Stadio Dall’Ara?
    Bologna – Inter 2 – 2 (non ricordo l’anno): bellissima ed emozionantissima partita, dove l’Inter era piena di campioni stranieri ed anche italiani, ma noi siamo stati all’altezza, nonostante l’assenza di stranieri. Il primo tempo finì due a zero per l’Inter, ma noi avevamo Bulgarelli e Pascutti che fecero scintille (classica la foto dove Pascutti in tuffo di testa precede Burgnic e segna). E poi ricordo l’allenatore Maifredi: “MAIDOMI, MAISAZI, MAIFREDI” scritto in uno striscione e gridato dai tifosi (un uomo di grande fervore e di compagnia). Ogni tanto contavo i nostri giocatori in campo: sembrava che ce ne fossero 22, che ricordo meraviglioso….
  5. Nel girone di andata di questo campionato, la panchina del Bologna ha visto già il cambio allenatore da Delio Rossi a Roberto Donadoni, è stato d’accordo con questa decisione o avrebbe ancora tenuto Rossi? O addirittura puntato ad altro?
    Ho ribattezzato Dona-DONI “Babbo Natale” dal suo nome che porta bene. Rossi mi sembrava un po’ moscio ed, invece, in campo ci vuole determinazione, che sembra trasmessa da Dona-DONI. Abbiamo perso due partite immeritatamente, ma la palla è tonda e spesso non va dove vorresti. Quando la Squadra perde è quello il momento in cui i tifosi devono sostenerla!!! O no? SI, SI!! E qui concludo: sempre FORZA BOLOGNA sempre, perché IL BOLOGNA E’ UNA FEDE – LA NOSTRA FEDE!

 

LUCA CAPOLUONGOLAZIO

  1. Napoletano ma tifoso della Lazio, come è nata questa passione?
    “Sei napoletano e tifi per la Lazio?” Questa è la domanda più frequente che mi abbiano mai fatto non appena si parlava di calcio. Mi sono innamorato della Lazio nella primavera del 2002; sono bastate solo due partite, di cui una il famoso 4 a 2 con l’Inter. Mi ricordo che venne a casa mia un ex allievo di mio padre, tifoso della Lazio, e fu grazie a lui che la notai, siccome, fino a quel momento, non mi ero appassionato al calcio. Ma con quei giocatori era impossibile non innamorarsi.
  2. Vive in una città dove regna il tifo partenopeo, c’è rivalità con i tuoi amici tifosi del Napoli?  Luca Capoluongo
    Ho una convivenza abbastanza pacifica con i miei amici tifosi del Napoli, anche perché la maggior parte di loro, fortunatamente, non sono i classici tifosi “esaltati”, insomma semplici sfottò.
  3. Quale giocatore del Bologna vorrebbe alla Lazio?
    Attualmente dal Bologna prenderei Mounier, ragazzo molto interessante.
  4. Roberto Mancini, Beppe Signori, Igli Tare, Julio Ricardo Cruz, Marco Di Vaio, Rolando Bianchi, sono calciatori che hanno militato in entrambe le squadra: chi le è rimasto impresso e perché?
    Su tutti sicuramente Beppe Signori, bomber eccezionale ricordato come il “Re dalla Nord”, ma ricordo con piacere anche Mancini grazie alla vittoria della Coppa Italia dove eliminammo il Milan e battemmo la Juventus in una doppia finale.
  5. Contro il Bologna inizia il girone di ritorno del Campionato, cosa si aspetta dalla squadra capitolina?
    Le aspettative per quest’anno erano decisamente diverse, da una parte sono deluso poiché l’ennesimo salto di qualità promesso dalla società non è avvenuto ed, inoltre, la squadra ha perso la propria consapevolezza soprattutto per l’assenza di leader come De Vrij e Biglia. D’altro canto la squadra ora si spera sia in ripresa e dall’anno scorso differisce di pochi punti. Come obiettivo finale credo che l’Europa League deve essere come minimo centrata e spero in una bella figura nella doppia sfida con il Galatasaray.
    Tanti auguri, Lazio mia!

 

 

 

Grazie a Corrado e Luca per la loro disponibilità.

Se pensi di essere “un pesce fuor d’acqua” e vuoi essere il protagonista della prossima intervista, cosa aspetti a contattarci?

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.