Biglia uguale vittoria? Per battere lo “Zio” serve anche il “Mitra”


Domenica è arrivata l’ennesima vittoria casalinga (finora 8 su 8), contro un avversario tutt’altro che facile (il Torino di Ventura), grazie ad una grande prestazione di squadra, condita dalle eccellenze di alcuni singoli.

Sugli scudi soprattutto Felipe Anderson (autore di una doppietta) e Lulic (goal e assist per il bosniaco), ma non vanno sottovalutate le prove di Klose (due assist per le prime due reti) e Biglia (al rientro).
Proprio l’argentino, con il suo ritorno in campo, ha confermato quello che sinora sembra essere un vero e proprio assioma della stagione della Lazio: con lui alla guida dal primo minuto, la squadra capitolina ha soltanto vinto; dall’andata preliminare di Champions fino al 3-0 di due giorni fa sui granata, passando per l’unica vittoria esterna della stagione, a Verona, contro l’Hellas (con rete decisiva proprio del Principito su calcio di rigore).

FBL-EUR-C3-LAZIO-SAINT ETIENNEAnche i freddi numeri, insomma, sembrano dar ragione alla teoria secondo la quale i biancocelesti non possono prescindere dal loro regista e Capitano, sia per l’apporto che riesce a dare nelle due fasi (assist, calci piazzati e copertura difensiva) che per la sicurezza che infonde nei compagni (non può farne a meno nemmeno El Tata Martino, che l’ha nuovamente convocato per le prossime gare di qualificazione al mondiale della sua Argentina, al termine delle quale, stavolta, speriamo lo restituisca tutto intero a Pioli!).

A maggior ragione, poi, la presenza in campo di Biglia diventa fondamentale nel momento in cui alla Lazio mancano anche Parolo (altro faro del centrocampo biancoceleste) e De Vrij (unico “fuoriclasse” di una difesa a dir poco ballerina): una personalità straripante che gli è valsa la fascia da condottiero e la fiducia incondizionata di tecnico e compagni.

Intanto, però, come già anticipato in precedenza, quello di Verona contro l’Hellas è rimasto l’unico risultato esterno positivo della stagione. Infatti, vuoi per la “legge del Principito“, vuoi per i “fattori imponderabili” di Reggio Emilia, con Chievo, Napoli e Sassuolo non c’è stato verso di portare a casa dei punti. Ora, con il ritorno dell’argentino (sempre più vicino alla forma migliore), le scuse per la banda di Pioli sono davvero poche e, quindi, quella di domani con l’Atalanta del grande ex Reja, rischia di diventare una prova del fuoco da non fallire.

A Bergamo, dunque, sarà necessario ingranare finalmente la marcia anche lontano dall’Olimpico, ma non sarà solo Biglia a dover fare la differenza: difatti, mentre Felipe Anderson ha battuto un colpo al Mapei Stadium, per Candreva, Klose, Matri & co. è arrivato il momento di entrare nel tabellino anche nelle gare esterne.
In particolare, l’ultimo arrivato nel parco attaccanti biancoceleste ha una statistica invidiabile negli scontri con l’Atalanta: in 10 gare opposto alla Dea, ha segnato 4 reti e, ogni qualvolta è andato in goal, la sua squadra ha portato a casa dei punti (2 pareggi e 2 vittorie). Che serva il Mitra per abbattere il tabù trasferta proprio nella tana del vecchio “zio” Edy?

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Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.