Atalanta vs Lazio – 17 dicembre 2018




La Lazio è di scena a Bergamo contro l’Atalanta in una gara che sulla carta si preannuncia proibitiva o quasi, dato il momento no dei biancocelesti, chiamati all’assoluto riscatto. Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

L’Atalanta di Gasperini ha tutti i crismi delle big: dopo un quarto e un settimo posto nelle ultime due stagioni, con tanto di qualificazioni in Europa, il club orobico si può considerare all’altezza delle grandi. E soprattutto in casa è temibilissima. Trasferta storicamente difficile, anche quando i bergamaschi erano una squadra che ambiva alla salvezza. In questi anni il coefficiente di difficoltà si è ulteriormente alzato. Il vero artefice del miracolo Atalanta è Giampiero Gasperini: gioco di livello internazionale, capacità di non mollare mai e lancio di tanti calciatori la cui carriera è spiccata grazie all’ex tecnico del Genoa. Kessiè, Caldara, Cristante sono tutti passati di qui prima di spiccare il volo verso il grande calcio, non trovando sempre la conferma. Quest’anno la musica non è cambiata, ma la squadra sta avendo troppi cali. Demerito della mancata qualificazione in Europa League, persa dopo tre turni preliminari, ai play-off contro il Copenaghen solo ai rigori. Una serie di sconfitte e risultati negativi, prima di tante vittorie consecutive, di cui la ciliegina sulla torta è il 4-1 all’Inter. Dopo l’ultima sosta, però, l’incredibile sconfitta di Empoli (da 0-2 a 3-2) seguita da quella con il Napoli hanno riportato i nerazzurri in una posizione di limbo in classifica, prima della vittoria di Udine (1-3) nell’ultimo turno con la tripletta di Zapata che hanno stabilito i bergamaschi a quota 21 nel gruppone dietro alle prime, a -4 dalla Lazio, a -1 dal sesto posto che vuol dire zona Europa. Il gioco è spesso verticale, frutto del 3-4-1-2 con la discesa sulle fasce degli esterni e le verticalizzazioni del trequartista (spesso sono due in campo, con Gomez e Ilicic che si alternano in quelle posizioni). La squadra orobica è molto fisica e quando decide di dettare i ritmi di gioco e della partita sa essere arrembante e avere quella capacità di pericolosità che solo le big hanno. Insomma sarà una gara difficilissima, per non dire proibitiva visto il momento dei biancocelesti. Una Lazio che comunque si presenta imbattuta da cinque scontri diretti con l’Atalanta, con la perla delle due vittorie nel 2016-17, unica squadra a riuscire in questa impresa. Confermata, in parte, l’anno passato con due pareggi. Quello sofferto casalingo, però, segnò l’inizio del declino Champions che portò la squadra a pareggiare con il Crotone e perdere contro l’Inter. Resta però una piccola impresa: quella di essere imbattuti con l’Atalanta di Gasperini.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra bergamasca sono un tabù per i biancocelesti, che rimase addirittura senza successi dal 1957 al 1996. 20 vittorie casalinghe, 22 pareggi e solo 8 blitz laziali di cui alcuni negli ultimi anni. L’anno scorso terminò con un fragoroso 3-3 in rimonta, con la Lazio che recuperò prima due gol (doppietta di Milinkovic-Savic) e poi con Luis Alberto firmò il pareggio finale. Due anni fa un’altra scorpacciata di gol, alla prima giornata, con la Lazio vincente 3-4 (dopo essersi portata sul parziale di 0-3 a fine primo tempo e aver rischiato nella ripresa). Da quando Gasperini è sulla panchina orobica è sempre una gara ricca di reti, specialmente a Bergamo. Nell’ottobre 2015 risale l’ultima sconfitta: 2-1 per l’Atalanta. Negli ultimi anni si ricordano le vittorie nel 2012-13 (0-1) e un anno prima (0-2).

LA STELLA

La squadra è ricca di giocatori di primissimo livello che potrebbero tranquillamente giocare nelle big. Dalla difesa granitica e spesso goleador (Toloi-Masiello-Palomino) a Josip Ilicic, che torna caricato dalle due giornate di stop forzato per squalifica. Passando per Zapata che dopo un inizio stentato ha trovato una tripletta nell’ultima gara, dalla spinta sulle fasce di Hateboer e dalla dinamicità di Freuler e De Roon. La stella che qui proponiamo è Alejandro “Papu” Gomez, in passato vicino anche alla Lazio e capace di giocate di primissimo piano oltre a saper giocare in ogni posizione del fronte d’attacco.

GLI EX

C’è un solo ex tra le fila atalantine: Etrit Berisha, dal 2013 al 2016 prima di passare in nerazzurro. Il portiere albanese non ha mai spiccato il volo, dovendo sempre fare da secondo a Marchetti. Da qui la sua scelta di andare via. A Bergamo ha trovato il suo ambiente ideale, anche se quest’anno vive un dualismo con Gollini.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Pochi dubbi per Gasperini che si affiderà alla formazione migliore. Modulo 3-4-1-2 (o sarebbe più giusto 3-4-fantasia). Davanti a Berisha ecco Toloi, Masiello e Palomino. Hateboer e Gosens sulle fasce, De Roon e Freuler in mediana. Il rientrante Ilicic dietro a Gomez e Zapata.

 

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!