Anno nuovo, vecchia Lazio: vittoria al 92′




brescia-lazio 1-2

E adesso chiamatela pure “zona Lazio”. Ennesima vittoria in pieno recupero in trasferta dopo Firenze, Milano, Sassuolo e Cagliari, cade anche il Brescia al 92′ grazie ad una doppietta di Immobile, che sale a 19 gol stagionali. 1-2 il finale in rimonta. Sono 9 invece, i successi consecutivi: eguagliato il record della storia biancoceleste, della banda di Eriksson. 39 i punti in classifica, -3 da Inter e Juve a parità di match giocati.

E adesso chiamatela “zona Lazio”, che ti fa illudere, ti fa credere che sia finita, che gli avversari almeno un punto è stato strappato ed è già tempo delle prime critiche, ma è proprio in quel momento che la Lazio ti castiga. Le note positive, però, si esauriscono qui con una prova molto sottotono, probabilmente la peggiore delle nove vittorie. 0 tiri in porta e 0 parate di Joronen nella ripresa contro un avversario per 50′ in 10 uomini, manovra lenta, scelte sbagliate anche di Inzaghi (Correa a centrocampo si può dire che è stato un esperimento da non rifare) e quanto è pesata l’assenza di Leiva e Luis Alberto. Dimostrazione limpida che questa squadra dipende dai suoi titolarissimi. Per questo è impossibile guardare oltre al quarto posto. C’è anche da dire che il Brescia aveva in pratica messo il pullman davanti l’area di rigore, con cambi difensivi e una grandissima prova di Balotelli e Tonali.

Corini (squalificato, in panchina il vice Lanna) schiera il miglior Brescia possibile con il solito 4-3-1-2. C’è l’ex Romulo. Inzaghi, senza Leiva e Luis Alberto e con Cataldi non al meglio in panchina, schiera Correa a centrocampo con Caicedo e Immobile davanti. Un all-in dal 1′. I primi minuti sono positivi ai biancocelesti che sembrano da subito accerchiare gli avversari. Lazzari sfreccia sulla destra, Mateju fa fatica a contenerlo. Caicedo troverebbe anche la rete su un tiro-cross basso di Immobile ma viene fischiato un fuorigioco di centimetri. Lulic ci prova con un tiro a giro dopo una gran giocata. Qui si esaurisce la Lazio. Il Brescia prende campo e fiducia, alla prima vera occasione passa. Palla persa in uscita, Luiz Felipe si fa superare dal pallone e prendere il tempo da Balotelli che fa 1-0 e segna il primo gol del nuovo decennio in serie A, proprio lui che aveva segnato il primo gol anche dello scorso decennio, in un Chievo-Inter del 6 gennaio 2010. E come quella partita, anche questa viene sospesa 1′, per alcuni cori dal settore ospiti (esaurito, ma tanti laziali erano anche in altre parti dello stadio) contro l’ex Milan. La reazione laziale è più di rabbia e confusione. Si sente l’assenza di Leiva e Luis Alberto e le sensazioni di una partita difficile da ribaltare sono confermate minuto dopo minuto. Acerbi non trova la porta da corner. Ci vuole un episodio, e arriva al 41′ quando un tacco di Immobile smarca Caicedo a tu per tu con Joronen. Cistana, già ammonito, lo trattiene e frana su di lui. Non può che essere rigore ed espulsione. Immobile trasforma ma soprattutto ci sono 50′ da giocare in superiorità numerica. La chance per ribaltarla subito viene sprecata da Caicedo dopo uno splendido uno-due con Correa. L’arbitro però concede solo 1′ di recupero, dovevano esserci almeno 3′. Percorrere l’onda emotiva e lo choc lombardo subito, poteva essere un buon modo per mettere in discesa la sfida, come poi visto nel secondo tempo.

Dove la Lazio, in estrema sintesi, non conclude mai in porta prima del 92′. Joronen non deve compiere una parata. Colpa anche di un Brescia rintanato tutto dietro, con un 4-4-1 che spesso diventa 5-3-1. I cambi sono tutti conservativi, lì davanti resta il solo Balotelli che lotta e combatte per due. Insieme a Tonali, si ricordano un paio di azioni pericolose in contropiede dei due. Anche Romulo va al tiro. Per fortuna senza velleità per Strakosha. E la Lazio? Tanto possesso sterile, ma poche idea. Sorpassare i sedici metri davanti a Joronen è un’impresa. C’è tempo per un giallo a Parolo, diffidato. E degli ingressi di Cataldi, Jony e Andrè Anderson. Ci provano Caicedo in acrobazia, Correa da fuori dopo due sponde del solito Milinkovic. E proprio così nasce la rete del vantaggio al 92′, con il tiro di Immobile imparabile all’angolino basso. I 9 successi sono realtà, chi si chiedeva quando sarebbe caduto il record di Eriksson, oggi è quel giorno. Ma c’è anche la consapevolezza che contro il Napoli ci vorrà tutta un’altra Lazio per poter continuare a sognare.

IL TABELLINO
BRESCIA-LAZIO 1-2

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju; Bisoli, Tonali (36′ st Semprini), Romulo; Spalek (1′ st Viviani); Torregrossa (42′ pt Mangraviti), Balotelli. A disp.: Alfonso, Andrenacci, Gastaldello, Magnani, Zmrhal, Morosini, Ayé, Matri. All.: Eugenio Corini (squalificato, in panchina Salvatore Lanna).

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu (14′ st Jony); Lazzari, Milinkovic, Parolo (14′ st Cataldi), Correa, Lulic; (32′ st André Anderson) Caicedo, Immobile. A disp.: Proto, Guerrieri, Bastos, Patric, Silva, Marusic, Berisha, Adekanye. All.: Simone Inzaghi.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.

MARCATORI: 18′ pt Balotelli (B), 42′ pt Immobile (L, rig.), 46′ st Immobile (L)

NOTE. Espulso: al 39′ pt Cistana (B). Ammoniti: Cistana, Tonali, Balotelli, Bisoli, Chancellor (B); Radu, Parolo (L). Recupero: 1′ pt. 4′ st.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!