39 ANNI FA CI LASCIAVA IL MAESTRO…


Tommaso Maestrelli

2 dicembre: una data che da anni, rappresenta un giorno triste e di commemorazione per tutti i laziali. Perchè? Nel 1976 venne a spegnersi Tommaso Maestrelli, forse il più grande allenatore che la Lazio abbia mai avuto, di sicuro l’artefice e monumento del primo scudetto, tra l’altro dopo solo due anni e mezzo di quella splendida impresa, afflitto da un male incurbabile, un tumore al fegato per la precisione. Ricordiamolo con tutto ciò che ha dato alla Lazio e le sue imprese.

Tommaso Maestrelli(Pisa,7 ottobre 1922)venne ingaggiato dalla Lazio dall’allora presidente Lenzini nella lontana estate del 1971, con la Lazio retrocessa in serie B. Si era messo in mostra nel Foggia con un gioco molto propositivo e bello quanto sfortunato, visto che quell’anno il suo Foggia subì lo stesso nefasto destino della Lazio, retrocedendo ma solo all’ultima giornata. Nella Lazio instaurò subito un rapporto molto positivo, quasi paternale con i giocatori, che ne seguivano l’autorevolezza quasi come una figura spirituale. Un secondo padre per l’appunto per molti di loro, capace di farsi amare e seguire senza essere mai burbero o arrabbiato. Soprattutto per Chinaglia, genio e sregolatezza di quella squadra. Lo protegge, gli parla e quando le cose non vanno, a volte lo ospita anche a casa sua la notte, cose che nel calcio di oggi sono impossibili solo a pensare. Lo stesso Chinaglia ha sempre affermato di considerarlo come un secondo padre. Ma non è l’unico. Tutta la squadra lo venera nonostante spesso, per non dire sempre, durante la settimana vi sono scazzottate varie tra compagni di squadra divisi in due fazioni: una capitanata proprio da Chinaglia, l’altra dal capitano della squadra Wilson. Ma nonostante questo ”spogliatoio spaccato”, basta una parola o uno sguardo del Maestro e tutti tornano uniti e affiatati soprattutto la domenica sul campo, dove giocano con cuore e quello stile-Lazio spesso oggi giorno assente. I risultati sul campo parlano chiaro: promozione dalla B alla A il primo anno, scudetto sfiorato al secondo da neopromossa ma che viene vinto l’anno dopo. Siamo nel 1974. La Lazio è sul tetto d’Italia, grazie al suo Maestro. Da lì a poco però succede quello che nessuno avrebbe mai voluto: il Maestro si ammala, deve lasciare la panchina prima temporaneamente poi definitivamente. Il male si fa sentire ed è irreparabile, fatale. La Lazio tutta è sotto shock per quella notizia e non riuscirà più a risollevarsi, arrivando ad una salvezza stentata nel ’76, solo due anni dopo l’incredibile scudetto. E dopo soli due anni e mezzo(il 2 dicembre)il Maestro si spegne, sconfitto da quel male.

Anche la Lazio lo ricorda con questa nota apparsa sul sito ufficiale: ”La S.S. Lazio ricorda, a 39 anni dalla sua scomparsa, Tommaso Maestrelli, artefice del Primo Scudetto biancoceleste. Tommaso è stato e sarà sempre un esempio per tutti, non soltanto come maestro di calcio ma anche di vita.”

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!